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Sociale 17 ottobre 2009 · lettura 1 min · 2719 letture

Gli ultimi fichi

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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Ho colto con attenzione gli ultimi fichi dai rami più bassi e da quelli più alti li ho contati e ricontati per te sono ben otto posati con cura in un piatto ginori bianco del servizio migliore sono questi miei frutti di colore nero violaceo ma sanno un po' di sagrestia non so se taglierò il fico e ne pianterò un altro; innesterò di certo su questa mia pianta ancor giovane quel rametto che mi hai portato dall'isola di Zacinto i nuovi fichi saranno bianchi e dolci convivranno domani con quelli scuri li mangeremo nella prossima stagione.
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L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (2)

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Ironia a parte, ma verrebbe da dire: è una poesia del fico! Ma questa volta in termini buoni ed anche la metafora è azzeccata. Innesto due tipi diversi di fico sulla stessa pianta (intesa dell'amore) affinché io possa donare a te in stagioni diverse questo dolce frutto (inteso come amore). Mi sembra una delicatezza che non va trascurata anche perché l'idea é abbastanza originale.

Sergio Melchiorre17 ottobre 2009

Poesia frizzante, gioiosa e raffinata. Molto apprezzata!