Verso il mare

orme sulla sabbia,
impronte di una sublime musa
che abbandona i suoi tristi pensieri
alle grinfie di un inafferrabile oceano,
a piedi nudi scolpisce la sabbia con venale dolcezza
di chi attende speranzoso
che l'amata felicità lo sommerga,
un rumoroso silenzio
accarezza il dolce tramonto di un pomeriggio di settembre
che con dolce e fuensta invidia,
allontana l'allegria estiva,
e lì, nel pallido incantesimo di una spiaggia che riposa,
vagan perduti i pensieri di una donna volenterosa di guarire
dai mali delle paure che come vampiri succhiano
la beltà della sua innocenza,
stridono le onde del mare
che immergono nella loro assopita ed unica potenza
ogni debolezza regalata dalla gente,
nel suo cammino, le impronte sulla sabbia
non son cielo,
non son terra,
non son acqua,
son l'attesa di risposte di chi aspetta a piedi nudi...
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