Mare
Onda sull'onda, e su scogli s' infrange.
Brillan le rocce baciate dal sole.
Se guardi ben, ti parrà ch' egli cange,
come parlando mutar voce suole.
Egli racconta eternamente storie,
muovendo tra l'alta e la bassa marea,
di stragi, naufragi e vecchie glorie,
ed ogn' onda splende com' occhi di dea.
Fiammeggia rosso durante il tramonto,
sembrando zittir se non tira vento,
ma mai smette il suo lungo racconto.
E quando il suo andar procede più lento,
parrà che i pensieri smettan lo scontro,
sentendoli muover come il mar dentro.
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Commenti (2)
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A
Alorian17 ottobre 2009
Bella davvero, mi sembrava davvero di stare sugli scogli, con lo scroscio del mare a far da colonna sonora, ascoltando storie. Leggera. xD
L
Lorenzo Crocetti18 ottobre 2009
Mi sembra che questa poesia non rientri esattamente nel tema proposto, poiché m'appare come la visione di un aspetto della natura, appunto il mare, e non riguardi esattamente il proposto. Scritta in ottimo stile classico e con buona conoscenza della metrica, attenzione a non scambiarla per un sonetto, in quanto composta da due quartine e due terzine. Nel sonetto però le prime due quartine rimano fra loro, mentre qui ogni quartina viene rimata solo autonomamente.