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Erotismo 20 ottobre 2009 · lettura 1 min · 12113 letture

Heim

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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Già fosti pallido e velato D'un rosso candore e d'un afflato E il cuor si strinse a cotal bellezza E non più pace e non più tristezza Cercasti altrove il velo opaco e di sentor Le mani colme mostrasti al calor Si scuro si muto l'oblio t'avvolse E della tua amante non sentisti sorte E ne verbo ne respiro destarono il tuo desio E nella triste rivelazione non desti peso alla tensione E tu nel muto della tua brama non t'accorgesti della tua dama Silente e purpurea scoprì le guance e tu moristi in quell'istante.
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il concetto di "Heim" lo conosco benissimo, proprio per questo l'ho usato, mi dispiace tu non riesca a coglierne il senso, d'altro canto io non ho intenzione di definirlo... a ciascuno la sua interpretazione, cercando di capire e non snobbare.

L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (4)

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Giovanni Monopoli20 ottobre 2009

una bellissima poesia con un eros molto delicato e velato. Avrei preferito che anche la terza strofa fosse stata a rima giacché le altre due le contenevano avrebbe dato più sonorità ai versi... bella comunque

Veleno21 ottobre 2009

Si la terza ...in sostanza nella chiusa ... sembra mancare di musicalità che dice Giovanni... ma credo che per me è un liberarsi vero e proprio della forma fino allora assunta... e una riga l'ultima la considero un ritorno alla realtà...una vera e propria magia di immagine. La ritengo splendida in ogni suo aspetto.

Rasimaco22 ottobre 2009

non scavo tra le rime, ma analizzo un contenuto che ha il suo fascino e che tra le rime racconta di un amore disamato... amarezza? tanta... da poterla spalmare ... molto bella

Carla M Casula2 novembre 2009

Un erotismo soffuso ed aggraziato, impreziosito dalla raffinatezza del lessico classicheggiante. A mio parere, l'assenza di rima nell'ultima strofa potrebbe essere un elemento positivo che palesa la capacità dell'autrice di eludere gli schemi metrici convenzionali e di apportare il suo peculiare contributo nella versificazione. Penso che gli ultimi versi, proprio in virtù della mancanza della rima, vivacizzino il componimento e lo rendano meno convenzionale ma più intrigante. Naturalmente questa è soltanto la mia modestissima opinione.