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Amore 21 ottobre 2009 · lettura 4 min · 6738 letture

All'Infinita Melanconia d'Amore

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Nel delizioso e felice giardino d'una maravigliosa e gaudia villa una rosa dallo stame divino fulva e dolce dinnanzi a me favilla. Nel tenebroso e soffice mantello d'un notturno e placido ciel silente una pia stella dal corpo sì bello splende avvolgendomi d'un lume ardente. Nel focoso e desolato deserto d'un saracino e lontano emirato una fonte dal ricco core aperto mi calma, e d'acque mi fa ristorato. Nella gelida e insopportabil stretta d'una terra vessata dalla neve una face dalla fiamma diletta mi riscalda collo spiro sì lieve. Nell'impeto della cruda tempesta d'un folle mare colmo di disagio un'isola amena e parata a festa mi vuole salvare poscia il naufragio. Parmi allora che l'ombra solinga della mia vita disperata e cruda della luce della speme si tinga, e non rimanga più affamata e ignuda. Sembrami allora che il vuoto riflesso del muto e cieco spazio ch'ho d'intorno stia precipitando nel buio decesso per lasciare il passo a novello giorno. Parmi allora che la dolce santità di tale miracolo sopraggiunto voglia pugnare contra la vanità di quel passato che credo defunto. Parmi allora che la balda ilarità di questo momento, di questo punto, provenga da te, oh femminina beltà, oh angioletto femmineo in ciel assunto. Sì, proviene da te, bel cherubino... proviene da te, dolce serafino!... Oh Magdalena, pia madamigella, sei così la mia rosa, la mia stella! Oh dama, speme d'Amor e di pace, sei così la mia fonte, la mia face! Oh Magdalena, cara Magdalena, gentile angioletta in terra riflessa, sei l'isola che già mi rasserena... sei la salvezza che mi fu promessa. Ahimè!... Sembrami già un sogno notturno che, con impeto portente e fatale, sotto la tranquillità del ciel diurno, bussa alla mia mente sì irrazionale. Ahimè!... Sembrami che tutto altro non sia che l'immago d'un misero vagheggio che, pronto e fatato a volarsene via, ancora mi prepara al pianto... al peggio. Magdalena, tu non sai e forse mai saprai di quanto e quale Amore un dì s'accese questo mio core dai tristi e frali rai che per vent'anni lagrimò e s'offese. Magdalena, dai dì in cui ti mirai l'alma mia che, mai codarda s'arrese, a volte col sorriso, a volte coi lai, innumerevoli minuti spese per dirti senza tremor né singulto quel verbo che mai dee restare occulto... per dirti ch'ognor t'amo e che t'adoro... per dirti che sei il mio baldo tesoro. Ahi lasso!... Perché mentre penso questo il mio ciglio subito si commuove, e s'abbandona ad un pianto funesto che tante volte si scatenò altrove?... Ahimè!... Perché mentre parlo e canto di te il mio spirto si sente già mancare, e celere sprofonda, povero me, in quella tristezza che non so amare?... Ahi lasso!... Perché mentre ti desiro immancabilmente questi occhi miei s'avvolgono in quel misero respiro che forse, per un fato aspro, mai perdei?... Oh Cielo! Oh Iddio!... Crudel ci separa una lontananza insopportabile che infinita, melanconica e amara ci si oppone con forza impugnabile. Oh Nume!... Terribile ci allontana la diversa natia e focosa terra che, per qualche volontà sovrumana, al nostro Amore scatena la guerra. Oh Nume!... Terribile m'incatena il portentoso e severo sospetto che tu sia già amata da un'alma amena che d'abbracci ti cinge e di diletto. Oh Nume!... Terribile m'imprigiona il pudico e delicato timore che un'arcana lena oscura e fellona renda carnale quest'etereo Amore, che già l'Impossibile sfida e pugna, affilando la spada e l'aguzza ugna. Magdalena, mia donzella, mai t'avrò in questo mondo che giunge alla morte per colpa di chi l'Amor dimenticò nel nome d'una baldanzosa sorte. Magdalena, mia fanciulla, mai t'avrò in questo mondo ch'è ognor più rubello da quando l'umanità folle impazzò per conquire il magico e cupo anello. Eppure una picciola speme resta in questa trama crudele e funesta. La vuoi udire, cara?... Eccola: è questa. Che possa da queste padane sponde salir col canto il tristo spasimo mio, che della Vistola sulle bell'onde lieve si poserà, se lo vorrà Iddio.
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Questa ballata romantica è dedicata ad una mia amica polacca e alla memoria del celeberrimo compositore e pianista Frydryck Franzizken Chopin.

L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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