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Fiabe 22 ottobre 2009 · lettura 4 min · 4745 letture

La Regina delle Sirene

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Un giovine sovrano così avido, che un tempo diè offesa ai Divi marini, un'Ondina uccidendo impavido per porre mano ai ricchi ori divini, quel meriggio sulle sponde del Reno camminava sperando altre ricchezze, quando dall'acque fredde e terribili parve una dama, ispirante dolcezze, e gioie, che in lei eran sì leggibili, pur ascondendo progetti orribili. Seducente poi parea sul rio Reno, ché col biondo crine di lauro cinto, e coll'ignudo delicato seno, si mostrava all'empio rege già vinto. Infatti a costui l'avido pensiero di ricchezze, e di carne così bella subito giunse, e quel suo core intiero, al cospetto di quella damigella, udì in sè un amore assai menzognero, pronto a render la sua vita rubella. Ignorando dunque l'ascosto fello, alla provocante e spoglia parvenza chiese, facendosi portente e bello- Posso aver l'onor di tua conoscenza, oh bellissima marina creatura, resa più ricca e bella dell'Ondine dalla portentosa arcana Natura che ti creò con sembianze sì divine-. -Delle Sirene sono la regina, ché son la figlia di quel possente re ch'impera sull'acqua dolce e marina, mertandosi dai sudditi eterna fè- rispose la dama che poi continuò- Tu pure, oh giovine, parmi regale. Errare forse il mio saggio core può-. Ignorando ancora l'ora fatale, l'avido sire rispose- Lo sono!... Regno infatti sur d'una grande terra ch'ognor s'arricca col divino tòno, forriero d'avventure e d'ogni guerra. Dei sapere che mille eroi caddero sotto la giustizia della mia lama. Mille e mille empi banditi giacquero sotto questo acciar, sotto la mia fama-. -E non hai, oh giovine eroe, chi t'ama-. -La Diva Freja meco fu crudele: non mi fè mai conoscere l'Amore-. -Per te invece ella donò dolce miele, dicendomi di donarti il bel core-. -Ah, quanto adesso ti rendi ischerzosa!... Io teco... nel regno delle Sirene-. -Tal vita per me sarebbe graziosa, nel fondo di quest'acque assai serene- ribattè felice quella gran beltà, pur ascondendo terribile pena a quella terrena e sovrana viltà, piena sempre d'ogni empia e oscura lena. Dopo tali detti, dunque mendaci, tra i due giovini vennero sorrisi, e parea che baci tanto fugaci uscir volessero da que'bei visi. Perciò esclamò la Sirena funesta- Ah, non più!...Vien qua, su queste fredde acque: presto ci sposeremo con gran festa-. Immantinente misteriosa tacque. Dunque il re si gettò in quelle cupe onde, e perduto in eterno ivi giacque, ché troppo lontane eran già le sponde, mentre muta quella Sirena sparve. Si narra che un rivale quella salma trovò,e fuor dell'acque la diè alle larve, lasciando insepolta la sua cruda alma. Era quegli un principe virtuoso che da quel folle sovrano sì immondo mirò strutto il suo paese popoloso, derubato pure da cima a fondo. Allora il Divo Thor per quel guerriero pregò alla sorella Freja un bel dono, alla prova d'un coraggio sì fiero. Dunque, dopo che fu scagliato un tòno, si narra che il principe portentoso sulla landa trovò una dama amena, dall'albo vestito maraviglioso, che gli disse- Fui regina e Sirena-. Ah, quanto il danaro parla di morte, di vanità e di crudele apparenza, quando il perfido l'ottiene per sorte, mediante la sua tremenda demenza! Servo dell'oro, mentre il ben diniega, nella profondità dell'oro annega, sedotto pur da qualche fantasima, ch'al fine giustamente lo spasima... Ah, quanto la virtù dice d'Amore, di gioia, di beltà e d'alta dolcezza, quando prende un giusto e galante core, aspirante sempre alla sola ebbrezza!... Che siano eterni codesti alti accenti, che conducono a sentieri lucenti.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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