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Riflessioni 22 ottobre 2009 · lettura 1 min · 4168 letture

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Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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Dal treno ho visto il nostro spazio di campi ortogonali, di filari d'alberi a croce, di canali e pali alzati per i fili tesi dell'elettricità. Contro il disordine qualcosa in noi si getta sulle cose e le sistema. Felice chi ritorna spesso in un luogo dove non gli sembri che nessuno sia stato. Più felice chi dice padre, e fratello, e li ha vicini entrambi, e ne riluce.
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[26051990]

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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Commenti (2)

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Alida Kirschner23 ottobre 2009

Paesaggi reali e noti che si sono sedimentati fino a diventare luoghi segreti dell'anima. Bisogno di tornare da dove siamo partiti, agli affetti, alle radici. Molto condvisa e apprezzata.

Giorgia Spurio24 ottobre 2009

sul treno la vita sembra che passi veloce secondo il ritmo del treno sulle rotaie e davanti al silenzio del finestrino si affacciano pensieri, ricordi, di ogni genere. forse i paessaggi li suggeriscono:"spazio di campi ortogonali","filari d'alberi a croce","canali e pali alzati per i fili tesi dell'elettricità".sembra tutto un caos,"anche se dal caos nasce una stella",sembra che sia tutto disordine, ma forse è solo disordine mentale, mentre una forza che abbiamo a noi sconosciuta è quella appunto di metter in ordine. e su un treno dove gente scende e dove gente sale, dove ogni stazione è un traguardo, si rivaluta il luogo natìo che spesso vien mal considerato e si invidia chi lì fa ritorno, lì dove c'è "il padre e il fratello". bella poesia