Sarò la tua notte, amore
Se nella notte devo restare
notte sarà il mio corpo
notte sarà il mio volto
Guarda, amore
come le guance
arco di stelle nel firmamento delle lacrime
sono Venere e Terra, gemelle
Volteggiano nella coppa celeste
dei miei pensieri innamorati
mentre il buio le sfiora
e le fa tremare
Si strugge il cuore
nel secoli di Silenzio inviolato
e brandelli di carne si straziano
nel vuoto siderale dell'abbandono
Sfiorano galassie di dubbi
e s'abbattono sulla pietra del sospetto
e di stanchezza accesa da un pulsare
disperato
Attendo,
ti aspetto con raggi di dolore e di passione
irradianti
So, al di là d'ogni attimo
e dell'eternità fatta d'oscura agonia
-qua e là violata
dal battito finale d'un sole morente-
che un alba arriverà
una tersa e sfolgorante
e in lacerante addio
alla notte
la mia bocca sulla tua
m'arderà di Luce nuova, Dio mio
©
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Commenti (3)
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Giorgia Spurio22 ottobre 2009
sembrano parole innamorate di un'amata per il suo amante. forse è questo il vero atteggiamento che dobbiamo avere per Dio.
Paolo Ursaia22 ottobre 2009
Spiritualità...vera. Versi rarefatti e profondi, ispirati da qualcosa di superiore... molto piaciuta
A
Angelosilv22 ottobre 2009
Una spiritualità concreta, incarnata nella vera speranza. Una lettura originale e molto meditata in immaggini stupende. Imperia la legge del due e del gemellaggio. Molto bella

