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Pietro Roversi
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Quante lingue conosceva Papa Giovanni!
E quanti affanni in meno al tempo che
sapevo averti accanto. Innumerabili.
L'intelligenza
ascolta parole e numeri perché crede
che siano tracce labili di un bene
che le lascia per tutti. Non so
se sia vero. So che
se c'è un bene a parlarci, è straniero.
Penso a quando annotavo in un quaderno
i sogni della notte, e tentavo di trarne
una chiave per giungere all'esterno
dei pensieri del giorno, degli scatti
a vuoto del ricordo, in cerca del
passato più remoto, nostro o dei nostri
genitori da giovani: e ogni età
era già stata tua due anni prima.
E prima o poi, mi dico
i sentimenti sommersi sopraffanno:
vedi un po' come spremi
ormai anche il banale per cavarne
che cosa, da gettare in pasto a chi.
Un tempo almeno
di questi pezzetti di bene nutrivi gli uccelli.
Ora è tutto più vano.
O forse senza
tutto il bene non nostro e che non ci appartiene
sarebbe troppo grave la minaccia
degli anni, e non basterebbe
un tram la sera per portarci dove stiamo,
o un gioco di due cifre, per scherzare
a chiave, quando è poca la speranza
ed è serena la coscienza che la abbraccia.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda23 ottobre 2009
Papa Giovanni! Qual grande Carisma!... Un Uomo che ha lasciato il Segno ... Versi molto significativi ...

