L'inganno della neve
D'estate nelle rughe della corteccia
ho inciso un nome che non ricordo
ed ho sepolto le ossa sotto un castagno
la ruggine che screzia l'albero
lascia il tempo al candore della neve
s'imbiancano piano i boschi ed i capelli
quando mi sveglierò – perché spero di dormire –
m'accorgerò di non esser morto
ricordando una goccia di miele
scesa nell'incidere un sogno dimenticato
o forse solo messo nella parentesi
dei miei occhi socchiusi alla luce
fuggente di una goccia accecante
nascosta dall'inganno della neve
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Commenti (1)
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Paolo Faccenda23 ottobre 2009
Belle immagini che rendono bene il significato, apprezzata.