Come terra refrattaria

L'estasi compiace il desiderio
L'abbondanza della spregiudicatezza
Arricchisce il mio oscuro pensiero
Beffardo e malinconico
Mi lacera il passo con tormento
E mi conduce al peccato
Rinchiudendosi in un sofferto silenzio
Tagliami questa lingua
Che non ardisce ad altro
Questi suoni persi in una sinfonia stonata
Questi respiri ad occhi chiusi
Questi versi che non sanno esprimersi
Portami via con una folata di vento
Da questo specchio
Che non sa riconoscere fuori di se
Le sue stesse forme
Sprofondo nel disprezzo
Nel fango che mi copre
Urlo muta al cielo
Su un ciglio di montagna
Per trovar rifugio nel mio eco.
©
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