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Morte 24 ottobre 2009 · lettura 1 min · 2760 letture

Il pensiero e la morte

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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E corri col tuo fagotto verso quel paradosso chiamato felicità in vantaggio sul tuo pensiero e sempre sullo stesso binario. E se pensi quel saziare svanisce scrivendo fine sulla parola gioia. E sugli arredi sarà scritto il retaggio è dei vivi perché tu ormai sei a porte chiuse sulla carrozza dal nome "morte".
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Rasimaco

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Commenti (16)

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Paolo Ursaia24 ottobre 2009

Singolare concordanza di temi, stasera... versi essenziali, costruiti con raffinata alchimia. Grande effetto. Piaciuta

Angela Rainieri24 ottobre 2009

Ritengo che pensare alla morte ci faccia apprezzare di più il gusto della vita... in fondo prima o poi saliamo tutti su quella "carrozza"... Intensa e toccante, molto profonda.

Versi che sembrano un fendente alla moviola... sempre di immenso impatto emotivo i versi di Rasimaco, sempre puri come il pensiero istintivo. Conquistato.

Rossella Gallucci24 ottobre 2009

Sempre di grande sensibilità i tuoi versi nella loro semplicità. Il pensiero della morte ci accompagna per tutta la vita... anche se è difficile accettarlo siamo consapevoli che fa parte della vita... Molto sentita

P
Paolo Faccenda24 ottobre 2009

Molto cruda, schietta, come una sentenza, è realtà che prima o poi sarà, che tutti toccherà, di fronte a questo nulla parrebbe avere più senso. Suona forte e senza lasciare spazio, tranne che nella prima strofa contraddistinta dal punto. Senso che in questa poesia non viene, e penso non voglia essere esplicitato, se non aridamente nel pensiero che vitale persegue comunque una felicità terrena. Apprezzata così com'è, non posso, né mi sento infatti d'aggiungere altro, comunque partecipe di questo sentire.

Rosa Leone24 ottobre 2009

incisivo... anche con un tema così macabro e inviolabile come la morte. apprezzata molto...

M
Mau035824 ottobre 2009

Caro Ra( per me anche Prof) torna e ritorna nei tuoi versi il pensiero dell'addio e della morte e, nonostante tu scriva come sai, l'impatto è notevole, pur nella forma ricercata e mediata che tu dai ai concetti. Due sentimenti allora mi prendono, antitetici o forse no: compiacimento per i bei versi e malinconia per la tua (che poi è anche di chi ti legge) malinconia. ed è,allora, una gara dura.

Berta Biagini24 ottobre 2009

Un punto d'arrivo che prima o poi tutti indistintamente ci risucchierà.

O
Orma Detruria24 ottobre 2009

forse anche le passioni nel fardello, almeno qualcuno le conservi prima della brusca frenata, che uccide ma non porterà via a chi resta le parole scritte, che sanno essere musica dolce, immagini che arresteranno il tempo e lusinghe altruistiche a conservare il ricordo dell'uomo del quale solamente il corpo è scomparso...

Antonella Bonaffini24 ottobre 2009

E'splendido poter leggere poesie di un certo tipo... saggezza infinita nel costuir il pensiero persino della morte!

Rita Minniti24 ottobre 2009

Un pensiero tetro, duro, ma descritto così magnificamente e in maniera magistrale che quasi, questa "morte", diventa dolcemente piacevole!

L
Lorenzo Crocetti24 ottobre 2009

E' una carrozza quella che descrivi che non permette certo la discesa, bisogna che per forza tu ci arrivi nel luogo che di noi sta nell'attesa... Non vi discende in corsa il ricco pure che alla pari sta qui del poveretto, non ci son preferenze né premure... dove si va a finire è presto detto! Ho voluto animare in versi il concetto di questa bella (ma è inutile sempre ripeterlo) poesia del nostro Rasimaco, che ben sa guardare la realtà dell'uomo e non se la nasconde certo... dietro un dito! Piacerebbe qualche volta nascondere la realtà del destino dell'uomo e camuffarla con qualche escamotage che però serve a distogliere solo un attimo il pensiero, ma in pratica non serve a nulla. E Rasi non si fa certo incantare dalle fantasie.

Danielinagranata24 ottobre 2009

Eppure c'è ...purtroppo c'è trieste ma vera scritta con la solita padronanza

Barbara Golini24 ottobre 2009

tutta la tristezza di chi ha capito che la morte ci accompagna distillato in splendidi e tristi versi.

Paolo Eroli24 ottobre 2009

il momento del non ritorno descritto in versi sapienti che rendono in modo grande la drammaticita' dell'istante: Bella... come sempre la tua poesia, anche quando parli di certi momenti!

Carlo Fracassi24 ottobre 2009

La "livella" non solo ci rende uguali ma spegne ogni pensiero che giace in egual misura. Versi dai tratti forti e drammatici come morte che il pensiero ancor precede.