Sapevo già che il volo con te era utopia
Grazia Longo
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Festeggeremo insieme la mia sconfitta
Ci ho creduto senza speranza.
Sapevo già che il volo con te era utopia.
Per te ho sfidato gli dei nel loro cielo.
Li ho provocati volutamente, senza paura.
Sapevo di perdere e ho continuato.
Volevo bere fino in fondo
il veleno distillato dalle tue sapienti mani.
Inganno palese di un venditore di fumo,
impostore di se stesso, equilibrista del male
dove l'apparenza è tutto e tutto è niente.
Non c'è un perché ...
Qualcuno direbbe era scritto ...
Non è così ...
L'ho scritto io col mio sangue
nel luogo più sacro della mia anima
il tempio utopico dell'amore sublime
dove il bene vince e il male muore ...
Ma ho perso ...
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Gabriella Caruso24 ottobre 2009
Rabbia e consapevolezza in questi bellissimi versi. Non c'è neanche l'ombra dell'illusione per una battaglia che si sentiva persa in partenza, un utopia cosciente. SI rischiava sapendo di rischiare. L'epilogo non è stato altro che una conferma Piaciutissima
Antonella Bonaffini24 ottobre 2009
Una consapevolezza che sembra trasudar sofferenza... ma mai rimpiangere ciò che è stato fatto in amore... lo si è fatto perché in quel momento il cuore ci diceva che era giusto farlo... il resto non importa. E' il senno che impicca spesso rapporti che non sono stati ed invece avrebbero potuto essere... da conservare!


