L'amica zattera
Giorgia Spurio
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Scivola la caparbia lingua della stima
tra fronde di braccia inermi
e fede calpestata dai piedi
Dove mi porterà questa zattera?
Naufrago come cadavere su tronco d'albero
E questo vento mi trascina
Da un'isola ad un'altra
Naufrago su questa zattera
E il sole mi dona solo miraggi
Visi di angeli
che mi donano cibo acqua e ali
Destino, perfido e amico
Beviamo rum alla nostra salute
Non mi illudere che delfini d'argento
come magia guideranno la mia nave
Ora vorrei solo amore
Per il cuore che ha fame
Ora vorrei solo un'ancora
Ed un porto dove arrivare
Donami un bacio, tu, Sorte
Figlia del Destino
Baci solo i fortunati
E ti sbeffeggi di noi illusi e penati
Mi innamorai di te subito, Sorte
Appena ero nato e sentivo di mia madre il calore
Ti inseguiamo sperando nella tua capricciosa clemenza, sai, mia dolce consorte?
E sono naufrago nel vuoto di oceani e sottomarini
Cantami una canzone, dea degli illusi abbandonati!
Canterà la musa dei pescatori
E giù butterò la mia rete
Pescherò la mia vita che avevo dimenticato
Sfoglierò pagine di un diario di bordo
E scoprirò chi io ero stato
Si, perché ora continua il viaggio!
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Doraforino24 ottobre 2009
Viaggio simbolico a bordo di una zattera, sbattuta dal vento da un'isola all'altra. Ora si presenta solamente un pensiero nel cuore, sperare di trovare un po di amore e un porto sicuro. Infine l'autrice esprime un suo desiderio poter pescare la sua vita dimenticata, sfogliando pagine di diario di bordo, mentre continua la sua navigazione. Versi di grande impatto emotivo.
Rasimaco26 ottobre 2009
singolare e indubbiamente interessante come testo, con contenuti assolutamente innovativi esposti in un lessico ben curato...


