Ore 9.30
ti ho sognata
avvolta in un manto nero
con riflessi dorati
incappucciata
che mi tenevi sulle tue ginocchia
come una bambina
con il suo babbo
c'era un biglietto
dove credevo e temevo
ci fosse scritto il mio destino
ma non era per me
e non ricordo quello di cui stavamo parlando
so solo che quando
ti sei tolta il cappuccio
mi hai lasciato di stucco
avevi il volto di un ragazzo
con i capelli corti
e gli occhi neri
e sorridevi
un sorriso furbo e un po' maligno
e poi
alle 10.00 è suonato il mio cellulare
e il sogno è improvvisamente finito
lasciandomi turbata
un po' afascinata
ho parlato con la morte stamattina in sogno
come si parla con un uomo
incontrato non tanto per caso .........
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Commenti (2)
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Pino Penny9 maggio 2006
certi sogni sono così reali da lasciarci turbati, ci sembrano veri..
M
Marcello Esposito22 aprile 2007
Molto riflessiva, l'icona della morte e' molto bella. Gli ultimi tre versi sono bellissimi per la loro equivocita'.
