Ventotto ottobre
Trent’anni eran passati da quel giorno
nel quale Mussolini, assai cocciuto,
marciò su Roma, con la folla attorno,
a cambiare l’Italia risoluto.
Cambiar la vita a tutti gli Italiani,
farli sentire tutti quanti eroi,
si proponeva lui per quel domani
da consacrare solamente a noi.
Molti anni dopo, quando la sconfitta
fu chiara nelle menti della gente,
dolce ricordo della derelitta
politica rimase vagamente.
Fu nell’anniversario di quel giorno
che i primi si sentirono vagiti
di un piccolo esserino nato intorno
a una città con vecchi e vani miti.
E fu diretta al centro del mio cuore
la marcia inconsapevole di lei,
che alla ricerca andava di un amore,
ma non seguiva certo i passi miei.
E pure quella marcia che confuse
per tanto tempo tutti i sentimenti,
quella marcia fascista si concluse
con un caro ricordo di quei tempi.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita27 ottobre 2009
il fascismo, la guerra ed una mia prozia morta in un campo di concentramento, un'altro mio zio, antifascista, non potè più insegnare a scuola, fu relegato al confino, non penso che ci sia miglior commento a questa tua felice marcia