La virgola tra cielo e terra
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (3)
Bella struttura di una poesia fortemente riflessiva. Piaciuta
e già il titolo, e già i primi versi: immagini che dicono di chi son figlie. l'apertura è spettacolare:"sudo brina e sciolgo il sole sui sospiri". nell'attimo della morte? avere sudore che brilla come brina, avere illusione di esser uno degli dèi che sanno sciogliere il sole e trasformarlo. potrebbe sembrar divino... ma non è così,il tatto è ibernato. ma la brina che si suda... è quella che tornerà a brillare, noi nutrimento divino per la Madre Terra. e la chiusa spettacolare anch'essa:"Chi è stato nel mio amore tornerà a brillare alla fine dei labirinti di sale." metafore che si aprono nella mente con prepotenza come un dipinto che si stampa nella testa. è poi difficile eliminarlo. è la forza della poesia e delle sue pennellate. bellissima
Caspita che bella... ci vorrebbe un trattato per dipanare tutti gli spunti di riflessione che mi suscita... mi limito ad evidenziare " l'incapacità di sentersi un lapillo divino " per definire questa poesia profondamente intimista, pienamente condivisibile e perché no... molto ben scritta!


