La strega!
E perché no
per una notte diventare una strega
(non è che mi ci voglia poi molto)
Il naso è a patata
non è che sia adunco,
Lo sguardo arrabbiato
bèh quello ce l'ho,
Le labbra son belle
anche se sembro una di quelle
La bocca è vermiglia,
peccato i denti però
uno s'è rotto
l'altro è distrutto
La gobba no
quella proprio io non ce l'ho,
(ci posso sperare però dal momento che sono già curva)
Le gambe non posso non dirlo
quelle son storte non posso negarlo,
Ah... ma le mani! ...quelle son belle
forse un po grandi come padelle
Ma torniamo alle streghe...
e che ci vuole,
a fare magie e preparare alchimie
Adesso ci provo!
Per cominciare stanotte tutte le oche
trasformerò in vecchie galline
A partir da stasera tutti i galli smaniosi
trasformerò in maiali bavosi
Per tutti i beoni
preparerò un bell'intruglio a base di aglio
A tutti i conigli
farò crescere artigli,
mentre ai guardoni
prerarerò una poltiglia
da fargli venire lo sguardo da triglia,
preparerò una pozione ai prepotenti
da trasformarli tutti in serpenti.
A tutti i bambini invece
anche ai monelli
distribuirò cioccolattini, dolcetti e caramelle!
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Commenti (1)
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L
Lorenzo Crocetti29 ottobre 2009
Non appare davvero brutta, almeno per me, questa cantilenante poesia, dove con divertimento di lei stessa, l'autrice immagina con ironia, beffardamente dipingendosi, di cangiarsi in strega che con i suoi poteri magici potrà compiere tutte le magie che desidera. E l'occhio, feroce col resto degli umani, si distende invece in un sorriso, alla fine, verso la parte dell'umanità più pura, i bambini, anche quelli un po' monelli. Avrei visto bene questa attraente poesia, più che nel settore "comicità", in quello di "fiabe". E' una mia considerazione che non vuole però interferire affatto col pensiero dell'autrice, che ha, indipendentemente da me, il diritto di porre la sua poesia nella parte che a lei sembra più consona e adatta.