Del tuo esilio
e quel che cogliesti
solo per poco
il salino ondoso sulla pelle
il vento d'Otranto
nei vicoli di luna
e la roccia del Bianco
terrore massiccio
all'ingresso del tunnel
ora mi appartiene tutto
per viverlo non so per quanto
e cosa dico ora
a questi tuoi vecchi
asciutti di occhi
ed esausti di braccia
che non stringono più nulla?
devo dirgli del tuo esilio
chissà dove perduta
sola sui dirupi oscuri?
quali frasi trovare
a quell'epigrafe classica
che parla di doglia e di spirto al cielo?
ma c'è il silenzio a dire
che vivi vivi fortemente
dopo le pene della carne
nelle ore disperate
che sotterrarono anche la luce del giorno
e ciò forse mi acquieta
dimmi che è così amore
dimmelo in questo novembre
dimmelo ogni giorno sempre
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!