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Spirituali 4 novembre 2009 · lettura 3 min · 2115 letture

All'Assiria

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Nell'orride, cupe e sperdute ruine, in un ermo arso dal còcente sole, oh Assiria, landa di re e di regine de'solazzi protesa alla ria mole, ov'è quella tua sublime possanza che un tempo ti fè imperiale sembianza? Ov'è l'infocato e tremendo cielo, donde pugne e perdizioni funeste agli alteri scagliò l'altero Belo, dimonio del duolo e dell'aspre feste? Ove sono le tue vesti regali, che cagioni fur di tremendi mali? Quale eroe, quale divo non stregato ti fè scheletro così ribrezzante, dopo averti l'incarnato strappato con una giusta viltà vendicante?... Infatti la tua regal vertigine qua sta mutata in nera calligine, mentre le vittime tue ora trionfano, schernendo quest'empia e cruenta tua morte: son Giudei che i sacri salmi cantano in memoria della tua umana sorte; e son pargoli di Cristo e Maometto che dal tuo duolo traggono diletto. Folle donna! Troppo in tua vita osasti! Dèsti oscure e tremende tentazioni, dopo che il giusto Creatore sfidasti, imponendo pagane libagioni, donde sorse terribile idolatria pel danaro, pella carne così ria, per pugne, per vaste stirpi corrotte d'insani padri, di crudeli figli, protesi a veneree, o guerriere lotte, tra spirituali e corporei perigli. Figlio tuo vocasti Sardanapalo, custode d'un letto cotanto malo, e difensor quel portente Nabucco che, per profanare la giudaica ara, Solima vastò con un vile trucco, rendendosi allor la vita sì amara. Così cieca al palesarsi del Vero, adoratrice d'un dio menzognero, inurie dèsti all'Arca della Legge, donde un destino di morte sicura ti dieder quel Divo che tutto vegge e l'istessa portentosa Natura. Eppur, pria di spirare la cruenta alma, pria di mostrarti sì negletta salma, de'Persi alla mente dèsti un veleno, e alla baldanza del rege macedo, giurandogli un fato di gloria pieno, facesti reo e terrificante arredo. E poi?... Andasti incontro all'arcano nulla, promiscua, antica e infernale fanciulla!... Allora peggior di Semiramide, tra il foco ch'arde i tuoi mille mariti, stai, senza tomba, senza piramide, colpevole d'eventi ognor più arditi. Addio, dici in eterno ai baccanali, e addio ai tremendi momenti mortali, mentre i demòni tramutano infami que'tuoi antichi e rei piaceri e peccati, che fors'anco sacri e giocosi chiami, in duoli che non hai tu mai provati. Frattanto miri noi, miseri umani, che librati da que'tuoi ceppi insani, cantando a Colui che giusto sta Lassù, ti diciamo- Per sempre resta laggiù-.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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