A modo mio

Potevo sentire, udire, pensare?
Potevo farlo?
Comunque sia, non lo facevo.
Non gustavo, non scioglievo, non amavo.
Rinchiusa in un guscio luminoso che mi imprigionava,
come in una sfera di cristallo.
Io ero solo un fiume in piena
che aveva argini troppo alti
per poter trovare la libertà.
Ma nonostante questo facevo danni..
e un fiume che straripa.
Una contraddizione.
Un dolore sofferto nella gioia di un sogno.
Il fatto è che volevo vivere..
e magari essere felice.
A modo mio,
forse sbagliato..
Beh, sicuramente.
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L'autore
Aneko
Aneko. Un nome, una storia. Ma se volete chiamatemi semplicemente Giulia. Studentessa di "Storia e tutela dei beni artistici" all'Università di Firenze, città dove sono cresciuta e che, prima di tutti, mi ha fatto capire quanto di eccezionale ci sia in un'opera d'arte.. racchiusa nella sua piccola semplicità di citt
Commenti (3)
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Grandesempre Giorgio10 maggio 2006
... siamo liberi di vivere come vogliamo ma dobbiamo prenderci le conseguenze anche se dolorose! molto carina!
Mg10 maggio 2006
sbagliando... s’impara, si cresce. tutto è vita e come vivere beh... ognuno fà a modo suo M.g
Cristina Khay10 maggio 2006
Chi decide cosa è sbagliato...? Poesia di giovinezza... di forza. Mi è piaciuta. Cristina


