Abdul non esiste
claudia cafagna
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c'era un bimbo di cioccolato
nella nostra vita era entrato
da un foglio di giornale,
una pubblicità speciale
quei grandi e begli occhioni,
dicevan ho tanta fame.
come a rimproverare
ma senza giudicare!
quegli occhi
grandi e neri,
parlavan del suo ieri.
Di stenti, di fatiche,
di gioie sconosciute
e speranze senza luce.
un giorno poi ho scoperto, con
grande mio sconcerto,
che Abdul non esiste,
e' un gioco che gli infami,
ti fanno per rubare.
Capire che una foto
è fatta ad uno scopo
pensavo di trovarti,
un giorno a me vicino,
e pure il mio bambino
t'avrebbe conosciuto.
diceva, io ho un fratello
vedete quant'è bello.
ora tra le mani rivedo quel disegno...
un bimbo che sorride felice del mio impegno
un soldo per noi
vale cento...,
per chi vive di sgomento.
quaderni, penne colori,
un vaccino, e non muori!
una minestra calda,
una coperta calda.
queste condizioni,
per loro son emozioni.
per, uomini di scienza!
son vizi, e deviazioni,
droghe e corruzioni.
niente più soddisfa.
per questo
Abdul caro,
mio bimbo immaginario,
le cose a te rubate,
ti saran presto ripagate.
che già, con uno sguardo
sai dire più di quanto,
un uomo ben vestito,
ti toglie pure un nido!
©
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L'autore
claudia cafagna
Commenti (1)
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Mauro6 novembre 2009
Una analisi spietata di quanta cattiveria oggi sia presente sul nostro pianeta. Chi toglie il pane a queste creature non merita l'appellativo di essere umano ma di escremento. Stiamo veramente precipitando nell 'abisso. Un grazie di cuore all'autore che ci ha evidenziato in maniera così magistrale, questa situazione.

