Ho le braccia vuote
Allargo il petto
mentre lo sguardo affloscia
l'ultima lotta dell'orizzonte
Nell'orrido sospiro
che lo dilata
la costola rubata
nulla incontra
Non vedi, Dio
com'è vuoto il seno
senza il Dolore?
Non ho tasche di pianto
per un figlio partito
nè pietre di torri inviolate
parti di mani d'un marito
Seni senza una rosea stilla
s'accasciano, spenti
e miei capelli volgono
l'attesa
verso un tempo senza incanto
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Commenti (1)
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Rasimaco7 novembre 2009
versi di delicatezza immensa, malinconia che rasenta l'anima e si trasla sul lettore... come in una saga il ripetersi d'eventi... così in questi versi... bella!
