L'Eterno fissa
Che stupore!
Ritrovare il mio dolore
colato
nel Tuo terrore della Notte
Ogni mia lacrima accesa
dai bagliori del Tuo Sangue
ogni Tuo grido
fra le note cupe
dei miei nascosti singhiozzi
Che meraviglia,
capire che il Vangelo
non è passato
non è accaduto allora
che l'uomo è stato amato
che l'uomo, solo
ha ferito
Avviene, ora
in me, Signore
questo scoprire
che Eterno fissa
il cammino
pure se i passi di Dio
sono L'amore
-ed il morire-
e quelli miei il cieco
tradire
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Commenti (1)
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Salvatore Ferranti24 novembre 2009
Stupenda poesia che è anche preghiera, un inno alla vita e all'amore universale, che tutto regge, tutto governa. la fede è elemento imprescindibile, arricchisce i già preziosi versi.
