Ceppi di legno
Gianpiero De Tomi
833 poesie pubblicate
+ Segui

Uno dopo l'altro, cadono
spezzati dalla scure, impietosa
indifferente, affilata, sempre levata
alla ricerca del prossimo bersaglio
Uno dopo l'altro, ben disposti,
ignare vittime sacrificali
si spezzano in due, in quattro,
in un mare di bianche schegge
Appena tagliati, odorano di resina,
di muschio umido e terra
ben disposti in pile attendono
quel destino di fuoco e fiamme
Ed ancora, uno dopo l'altro, cadono
solo il secco colpo dell'ascia domina,
scandisce il ritmo
spezzando, frammentando
Ceppi di egual misura,
irriconoscibili nel mucchio
eppur ognuno, diverso dall'altro
con storie di primavere da raccontare
E la catasta s'alza, senza fine
mentre ancora, con maggior lena
aumenta il ritmo di battuta
che non conosce soste
Non c'è primo, non c'è ultimo
soltanto, un silenzio indifferente
fra il legno spezzato
ed il prossimo che si spezzera'
Solo i piccoli frammenti raccontano
la storia del poderoso albero
piccoli frammenti salvati dall'oblio
preziose gemme d'essenzialità
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Bonaffini11 novembre 2009
Una componente metaforica che affascina in versi di ottima struttura, molto piaciuta.
Doraforino11 novembre 2009
La storia del legno raccontato in tanti piccoli frammenti di un poderoso albero ridotto a catasta per un inverno rigido...


