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Sociale 13 novembre 2009 · lettura 1 min · 3029 letture

Malattie Atto Primo Depressione

M
Massimo Chiusi 556 poesie pubblicate
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Cadono le lacrime come il sonnifero nel bicchiere, guardo il riflesso del mio sorriso al contrario dissolversi nei cerchi, nemmeno un pagliaccio si mostra divertente al cospetto dei miei zigomi cadenti non c'è gioia l'amore è svanito in ogni cosa vedo solo una ruota ferma dove il perno sono io senza voglia di girare, inutile carcassa d'un domani o di un oggi oramai certo. Verso lacrime d'ingratitudine sul sorriso di chi mi ha creato mentre le mie hanno colmato il bicchiere... ...ora voglio solo dormire.
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L'ho chiamata "Malattie Atto Primo Depressione" perché vorrei pubblicare una serie di poesie su un certo tipo di malattie probabilmente non toccherò l'anoressia perché ho già scritto "La bimba col gelato" che rientra in questo filone.

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L'autore
Massimo Chiusi

Sono nato a Latisana in provincia della mia bellissima città"Udine" esattamente il 18/01/1977. Della mia vita posso dire che ho vissuto da bambino coi nonni e la zia, poi breve ritorno a casa ed infine l’amore!!! Nell’agosto del 2008 sono diventato papà di Joshua e nel 2011 di Noah grazie alla loro madre Dalila con l

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Commenti (3)

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Giovanna De Santis13 novembre 2009

molto sentita profonda poesia di un tema toccante di cui l'autore ne decrive eccellentemente i sintomi. condivisa... purtroppo

Rossella Gallucci13 novembre 2009

L'autore affronta un argomento importante con grande coraggio... La malattia dell'anima, il male oscuro dove tutto è fermo, non c'è più interesse per la vita ... Versi ben strutturati. Sentita e apprezzata

Anna Maria Scamarda13 novembre 2009

Tema assai scottante, quello della depressione... La cosiddetta "oscura malattia del secolo". E, stando alle parole dei ricercatori scientifici, tenderà, in futuro, a fare sempre più vittime, a causa del frenetico stile di vita a cui induce l'odierna società in cui viviamo. Se le parole, possono avere un peso, nella vita delle persone, sicuramente è dato anche dalla poesia, perché sentita molto più dalle persone sensibili. E' importante quindi, invogliare ad uscire da questo oscuro tunnel, perché non è semplice, ma si può. Con cure e medici adeguati. E, soprattutto, è importante che a volerne uscire sia il soggetto. Questo, almeno, è quanto asseriscono, a tal riguardo, gli specialisti.