Vita
Pietro Roversi
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Mappa d'Europa, un pollice fanciullo
può suscitare in te interi fiumi di folla in festa,
carri cartocci crinali confini, dolci pianure
senza città, senza più numeri di pagina,
senza la compassione di nomi o vestiti, paralleli
o meridiani. Invece
il giorno di febbraio che in un soffio
d'aria arruffata chinò il capo rotondo
il bambino delle frittelle, e un anonimo
gli striò di zucchero i capelli,
il suono del campanello fu un allarme, uno schiaffo,
lo specchio ci restituì un'immagine inattesa,
un ceffo da accalappiacani, e ci lasciò miracolati
e un po' perplessi, adulti, costretti cioè
al senso e alla punteggiatura, irresoluti.
Un pugno infante scaglia fotogrammi
fatti a pezzi a coriandolo, leggeri
come ogni domanda innocente a cui diamo risposta
per inerzia abitudine o buona
educazione. E proprio questo
ci trae talvolta a riva,
ma poi dove si approda, proprio dove
non si voleva, non si prevedeva
e questo è il nuovo pezzetto di luogo che è nostro, ed è giusto,
sorpresa! Benedizione
e poi di nuovo un altro nulla, e la cosa
più interessante è leggere anche la noia, ma perché
tutto dev'essere così nascosto, e qualcuno
sempre lì a dirci, a sollevarci, a stento,
e groppi in gola e mai che si veda per bene
a cosa ci si aggrappi, o in cosa stia
l'ebbrezza dell'onnipotenza, l'origine del respiro?
Eppure ancora i buoni sentimenti
non sono una maschera che ride,
il sospetto non ci induce
a sprangare la porta, a imbracciare
la lotta armata, il coraggio è un pensiero
raro e spontaneo, accade.
Ecco la nostra zavorra, il sasso nello stagno.
L'acqua poi si è richiusa in sua custodia.
Tutti camminano in una stessa direzione.
Tutti si intrappolano in una promessa o in un'intenzione.
Tutto il tempo non si fa altro che muovere
da un pezzetto di Terrasanta
ad un altro, di dentro però: di fuori,
pozzanghere bare toponimi, pietre viventi
e molte carte, e tutte sovrapposte. Davvero noi tutti
siamo esiliati, viventi
dentro la cornice di uno strano quadro. Davvero
chi sa questo vive da grande.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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G
Gennaro16 novembre 2009
Versi poco scorrevoli che non trasmettono alcunché. Scrivere versi sulla vita delle donne in modo così ingarbugliato non tocca l'anima, non trasmette emozioni ma, a mio avviso, provoca solo un rompicapo.
