Il lungo addio

Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi, paroliere e giornalista), è laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna.Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.Alcuni suoi articoli sulla Resi
Commenti (8)
Condivido la nota dell'autore e apprezzo i versi letti, riesco a sentire il gelo...
Il freddo entra nell'anima... e cristallizza i sentimenti nell'ineluttabile consapevolezza dell'addio. Asciutti, tersi ma non ...gelidi versi. Molto apprezzata.
Mi viene di commentarla così..."ma nel cuore nessuna croce manca / è il mio cuore il paese più straziato"(G. Ungaretti).
Nel bagliore di una tenera e struggente alba si consuma un addio, si chiude una porta. Ma per fortuna, a volte, l'addio è anche un inizio: morire e rinascere, il gioco che la vita ci offre. Alla fine della notte, rinasce la speranza.
Ancora una volta la morte è protagonista nelle poesie dell'autore, morte descritta sempre con versi asciutti, distanti, quasi a confermarne l'ineluttabilità. Un'ineluttabilità a cui non segue mai rassegnazione perché la morte ha il respiro profondo, ha un tocco intimo che penetra dentro l'anima
Un addio marca il nostro tempo, segna cicatrici indelebili. Breve ma molto intensa. Arriva al cuore.
Le donne quando decidono di andare vanno e non puoi trattenerle... a volte ritornano... quasi mai... guardano sempre avanti... mi sento di dire: perché non hai acceso la stufa?
Un addio doloroso ...che raggela. Molto bella la sintesi di pensiero! Complimenti!







