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Cronaca 16 novembre 2009 · lettura 1 min · 3712 letture

Belve senz'anima

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Ti hanno massacrato senza pietà. Eri proprio tu quel nemico da annientare. La bestia ha preso il sopravvento sull'uomo. Si è cibata del tuo sangue per ristabilire l'ordine costituito. Il branco è soddisfatto. Figli di uno stesso Dio, non hanno pensato che tu, Figlio, lo eri più di loro. Dolore e umiliazione nel buio di una cella, vili calci a chi difendersi non poté. Vili calci a chi, con tanto amore, ti mise al mondo. La tua fragilità contro la loro viltà. E' bastato un soffio per sfilare dalle mani quel gomitolo d'amore, come un sacco vuoto relegarlo per sempre nel chiuso di una fredda urna.
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Dedicata a Stefano Cucchi, martire della follia e della viltà...

L'autore
Rossella Gallucci
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Commenti (10)

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Antonella Bonaffini16 novembre 2009

E dinanzi ad una tragedia simile non credo possano esistere parole... ben costruita, espressiva, arriva... dove deve arrivare. Bella, molto bella.

Rosy Marchettini16 novembre 2009

Poesia che vorrei fosse affissa in tutti i commissariati e stazioni dei carabinieri, nonché anche nelle caserme della finanza e i tutti i carceri perché, chi abusa del proprio "potere" possa redimersi, possa comprendere "20 grammi di fumo"...chi uccide e sgozza le proprie vittime invece sta agli arresti domiciliari... Bellissima poesia che avrei inserito tra quelle scelte Applausi, Rossella, da questo grande teatro Immensamente piaciuta ed apprezzata oltre che condivisa in ogni suo verso

G
Gennaro16 novembre 2009

Questi versi sono delle vere e proprie lance al branco. Esprimono violenza gratuita verso chi non può e non ha la forza di difendersi. Il finale è stupendo: l'accostamento del "gomitolo d'amore" e del "sacco vuoto" fanno venire la pelle d'oca!

Jeannine Gérard16 novembre 2009

Questa poesia mi ha fatto venire les frissons, per chi vittime innocenti hanno a che fare con un branco di belve feroce. Anche loro figli di uno stesso Dio che con tanto amore li misi al mondo. Ma purtroppo non tutti riescono nel loro cammino a restar buoni, come l'angelo che divento lucifero, bella la poesia nella sua cruda verità, dedica molto sentita... poesia da rime scelte...

Danielinagranata16 novembre 2009

"La tua fragilità contro la loro viltà" un verso questo che da solo rispecchia il grado della nostra civiltà e del concepire l'essenza della vita versi incisivi duri che non possono passare inosservati molto bella

D
Domenica Caponiti16 novembre 2009

versi intensi, significativi... dovremmo pensare che tutti siam figli di Dio e trattare il prossimo con umilta' e bonta'...poesia molto apprezzata

Angela Rainieri16 novembre 2009

Versi toccanti e veri, molto incisivi e significativi nella descrizione. Profonda e bella, apprezzata tantissimo.

Carlo Fracassi17 novembre 2009

Forzatamente devo qui limitarmi a complimentarmi con l'autrice per aver messo a fuoco con questi versi di condanna l'annoso problema della violenza all'interno delle cosiddette forze dell'ordine, riportando un pensiero di Cesare Pavese contenuto nella pubblicazione postuma "Il mestiere di vivere!" Con due parole è detto tutto: DELINQUENTI O POLIZZIOTTI!

Rasimaco17 novembre 2009

non ho parole per commentare questa poesia ed il mio silenzio suona come una dedica... molto apprezzata!

Carla M Casula20 novembre 2009

Un brivido sulla schiena, infinita rabbia, indignazione e tanta commozione mi coglie dopo la lettura di questi pregevolissimi versi, profondamente sentiti e condivisi dalla prima all'ultima sillaba. Un componimento di una chiarezza disarmante, ben strutturato ed incisivo. Preferisco astenermi dal far altri commenti nei confronti di quei vili, più belve delle belve, che insultano e screditano tutto il genere umano. Una poesia degna di molti elogi.