Alessandro
Pietro Roversi
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Il difensore d'uomini
si gratta il capo, incerto
se sia di creature o di congegni
che è stato nominato esperto. Eppure,
non recede, e respinge
indietro i mostri in fila indiana,
incurante dei graffi, audace,
collaboratore di pace.
Qualcuno lo schiaffeggia,
altri li scarta, altri li sgambetta,
altri gli arrotolano una sigaretta,
e la giornata alla fine si sistema,
oggi riposa e forse domani strema,
ma sempre siamo umani e nulla d'umano
ci resta estraneo canta cita richiede.
L'ottimismo è talvolta malafede.
E chi ha due anime, una la ripone
in un cantone a tratti, e se la scorda.
Nulla di male, nulla va perduto?
Lo scontro vero, la contraddizione
è tra l'ottocentesco e il quotidiano, e infatti
l'abbiamo perso come con chi muore
di una morte annunciata,
come si deve imparare a fare
con pochi mezzi, e terzi incomodi e
brutti quarti d'ora. Fu un incontro
artificiale, anossico
tra un folle e un tossico; fu una multa
per guida senza patente; e infine un dente
che è sordo e batte al ritmo delle arterie,
e non si cura delle creature,
delle miserie del rischio del dolore.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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Clodiaf090417 novembre 2009
Originale, surreale e nello stesso tempo realistica immagine d'un Alessandro moderno. Pregevole.

