Passato remoto
Gabry Salvatore
199 poesie pubblicate
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Lascio che le ore scorrano veloci
e cancellino le ferite,
che le parole non dette cadano lente.
Lascio che le gioie e i dolori
di un tempo che fu, una spina nel fianco
che piega le membra stanche
di un trascorso durato anche troppo.
Lascio la mia giovinezza, i caffè amari,
le sigarette ogni ora, le comode pantofole,
le radio in sottofondo.
Lascio i miei segreti,
da cui non sono mai fuggito.
come una condanna i ricordi
in notti insonni di fumo.
Lascio i miei affetti più cari,
te, che ho sempre amato.
Ma intanto mi lascio avvolgere
dal mio caldo cappotto nero e il mio cappello
e attendo che l'alba domani farà ritorno.
©
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Gabry Salvatore
Commenti (2)
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L
Loreta Salvatore21 novembre 2009
Riflessioni di un uomo anziano che sta per congedarsi dalla vita e dalle gioie quotidiane. Versi sublimi velati di malinconia che ci inducono a meditare profondamente sul significato della vita. Meravigliosa.
S
Sarazullo25 novembre 2009
...è spettacolare come riesci a farmi dimenticare tutto leggendo i tuoi versi, lo so, l'ho già detto più volte che ti ammiro ma non voglio smettere mai di ricordartelo!... l'adoro questa poesia sarà perché siamo simili e riesco a capirti... e ne sono felicissima! un bacio enorme...
