Sempre giovane

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Un'introspezione profonda, dove l'autrice guarda al suo dolore come qualcosa di eternamente giovane mentre, tutto scorre, tutto invecchia e poi muore. La continuità e il vigore di questa assurda condizione non fa altro che, invadere l'anima, senza farle mai intravedere uno spiraglio di luce. La versificazione asciutta e incisiva rende immediato questo pensiero che, tradotto in versi è sublime, nonostante, l'argomentazione.
Una convivenza forzata, un compagno invasivo. Versi che sanno ben dire cos'è la gioventù ferita da un dolore che non si rimargina mai.
Intensa descrizione di uno stato lacerante. Bellissima, scorrevole nel leggerla
Se una sorella minore, può rappresentare un po', come fosse una figlia, al posto di un normale commento, mi rifaccio ad alcuni sublimi versi di Gibran: " I vostri figli, non sono figli vostri. Sono i figli della vita stessa. Potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri. Poiché essi hanno i loro propri pensieri ...". Dedico a mia sorella Maria Antonella, l'intero testo ... che quì, non troverebbe sufficiente spazio.
...corre il tempo sui binari della vita... ed il dolore, salito ad una stazione, ci si è seduti accanto... chioma argentata... e lui, il dolore, con i suoi boccoli lunghi e biondi, è sempre lì seduto accanto a noi... non è sceso a nessuna stazione... immobile ci fissa, ci scruta l'anima, anima non piàù capace di ribellarsi... anima che soccombe Tira un sospiro, una nuova alba illuminerà il tuo volto e il tuo cuore e quel bimbo di nome dolore, smetterà di giocare a rimpiattino con la tua anima, presto, prestissimo Poesia molto, molto bella Piaciuta tantissimo
Non è facile entrare nell'argomento del dolore, per cosa si soffre e perché permane a lungo. Si dovrebbe avere una forte capacità di analizzare se stessi... certo è che nel dolore riconosciamo la nostra parte più sensibile e ce la teniamo così stretta... Molto bella.
la poetessa, con frasi accurate e dolci, conduce il lettore con mano verso il perché del dolore. Intensa e consapevolmente forte la chiusa. Che dire? Stupenda... anzi di più.
Meditazione profonda sulla sofferenza come dimensione intrinseca dell'esistenza. Il dolore è l'eco del sentire e dell'interiorizzare gli eventi. Molto apprezzata.
Toccante, nel tono che vuol essere di razionalizzazione e invece nella chiusa diventa di resa totale a qualcosa che noi umani non possiamo gestire: l'eternità del dolore. Molto sentita.
bella e originale l'accostamento del'immagine del dolore alla giovinezza, in quanto rinnovandosi il dolore è sempre dolore e in questo giovane e "vigoroso". Piaciuta.
Il dolore è un componente della nostra esistenza di natura non solo fisica e derivante dal fatto d'avere una coscienza fatta di sentimenti e turbamenti che rimangono impressi nella nostra mente.
Il dolore... parte di amore .di vita... di ricordo... possiamo metterlo ovunque e ovunque avrà il suo effetto... la sensibilità lo accentua... il tempo lo mitica... Splendidi versi sentiti e faccio miei.
La profonfità di questi versi è indubbia... Un'introspezione che lascia trasparire tutta l'intensità del proprio sentire... Il dolore non invecchia mai... passa il tempo ma in lui si può dire non di trova traccia di cambiamento... "Tutto nasce, invecchia e muore" ma il dolore è sempre uguale... Così ho voluto commentare...











