All'indietro
Michel Capel
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Quando non avevo peli
ero solito parlarmi
guardando il vento sull'erba,
fissando gli occhi nel mondo
come l'anziano fabbro che
scruta la sua opera
soltanto per non baciarla
perché gli alberi avranno un'anima
ma non una bocca
con cui parlare
dell'amarsi in tutte le stagioni.
Credevo all'uomo nero
ma non nella sua persona
di venditore di paure!
Credevo all'uomo nero
come il primo pianto del buio
intorno a me
dentro di me
ed io abbracciato al mio bianco corpo
speravo d'incontrare Morfeo
e ringraziarlo per l'ospitalità,
perché parlavo poco
ma ero educato.
Mi affezionavo a tutto ciò che
fosse stato a portata di mano
per almeno due settimane,
nonni buoni ed ignoranti,
zie sorridenti ed alla moda,
abitudini inutili ma di compagnia,
pomeriggi intensi e silenziosi.
Radendomi il volto
posso dire di aver vissuto
come un principe senza sudditi
e di essermi affezionato alla
paura di amare e soffrire
qualunque cosa in grado di fissarmi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michel Capel
Sono nato a Castellana Grotte, il 18 Novembre del 1987. A mio parere ,ha inciso su me Vinicio Capossela...un cantauore italiano. Amo la pasta al forno di mia nonna. Ascolto tanta musica e leggo poco, ahimè. Credo che il mondo stia per crollare e che le nostre anime nascano già malate. Vorrei che le nuvole fossero il no
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