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Riflessioni 23 novembre 2009 · lettura 1 min · 1769 letture

All'indietro

Michel Capel 204 poesie pubblicate
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Quando non avevo peli ero solito parlarmi guardando il vento sull'erba, fissando gli occhi nel mondo come l'anziano fabbro che scruta la sua opera soltanto per non baciarla perché gli alberi avranno un'anima ma non una bocca con cui parlare dell'amarsi in tutte le stagioni. Credevo all'uomo nero ma non nella sua persona di venditore di paure! Credevo all'uomo nero come il primo pianto del buio intorno a me dentro di me ed io abbracciato al mio bianco corpo speravo d'incontrare Morfeo e ringraziarlo per l'ospitalità, perché parlavo poco ma ero educato. Mi affezionavo a tutto ciò che fosse stato a portata di mano per almeno due settimane, nonni buoni ed ignoranti, zie sorridenti ed alla moda, abitudini inutili ma di compagnia, pomeriggi intensi e silenziosi. Radendomi il volto posso dire di aver vissuto come un principe senza sudditi e di essermi affezionato alla paura di amare e soffrire qualunque cosa in grado di fissarmi.
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L'autore
Michel Capel

Sono nato a Castellana Grotte, il 18 Novembre del 1987. A mio parere ,ha inciso su me Vinicio Capossela...un cantauore italiano. Amo la pasta al forno di mia nonna. Ascolto tanta musica e leggo poco, ahimè. Credo che il mondo stia per crollare e che le nostre anime nascano già malate. Vorrei che le nuvole fossero il no

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