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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Donne 23 novembre 2009 · lettura 1 min · 10910 letture

La figlia che parte

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Blu le dita senza calore si arrampicano sul dorso dello specchio. Silenzi soffocati dietro l'orizzonti delle rondini e dei dispiaceri, verso il finto orgasmo di una strada che termina cieca in un vicolo dove stretti stanno i sogni. Mangiami, chiedo a te, città che corrode i sentimenti in frenetiche illusioni. Mangiami, divorami d'amore. Riuscirai a riscaldare il freddo che pervade e confonde che si impossessa della pelle e delle giornate senza vento? Salutami il sole e quando vedrai mia madre donale un bacio da parte mia, la figlia che parte.
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sembra che diventi sempre più difficile essere giovani e avere dei sogni.
sembra che diventi sempre più difficile esternare i propri sentimenti.
e a volte si parte senza aver chiesto scusa per colpe mai commesse.
e a volte se ne sente la colpa pesante chiusa nella valigia, senza aver salutato la propria madre con un bacio.
la città ci inghiotte e ci illude tra le sue luci mentre ai binari spenti aspettiamo che il treno arrivi per portarci via.
eppure a quella stessa città doniamo il nostro urlo quotidiano strappato, sperando che arrivi come una lettera.

vi ringrazio per i vostri commenti.5 ottobre 2010
L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (11)

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Rossella Gallucci23 novembre 2009

Molto originale il modo in cui l'autrice ci racconta la sua partenza dalla casa d'origine verso una mèta ancora sconosciuta... chissà se la città riuscirà a scaldarle il cuore? Bella e originale la chiusa... Apprezzata

D
DarioC 8523 novembre 2009

una ragazza cerca di inseguire i propri sogni... o forse cerca semplicemente di allontanarsi da ciò che l'ha fatta soffrire per cercare un amore che ora non ha... finendo però in vicoli dove stanno stretti i sogni... probabilmente nuove delusioni... gli ultimi quattro versi sono poi eccezionali... un pensiero alla madre che non si è avuto tempo o forza di salutare... molto commoventi! così l'ho capita... splendido componimento!

Gabriele Tudisco23 novembre 2009

Versi meravigliosi, ribelli, che sognano di arrivare il più lontano possibile per confrontarsi con l'impossibile. Bella, cmq l'indirizzo di casa mia è sempre lo stesso non perderlo, ti aspetto passa a prendermi.

Maurizio Spaccasassi23 novembre 2009

Poesia che lega immagini straordinarie ad un sentimento che ritorna e che ci segna in una città che assomigliava( prima di partire) tanto al paese dei balocchi. Un testo che racchiude una poetica davvero originale. Ogni immagine è la sinestesia del senso che sa rapire il sentire del lettore. Poesia che sa calarsi nell'espressione umana più nascosta, quel pentimento che spesso non si fa manifesto per l'orogoglio di non ritornare mai sui propri passi, la strofa finale racchiude il messaggio più bello .

Salvatore Ferranti24 novembre 2009

poesia che definire originale è dir poco. E' un gioiello che brilla, pieno d'amore sincero, e di nostalgia che affascina l'immaginazione.

Lory6324 novembre 2009

che bella poesia fra amore e dolcezza versi che emozionano...

Rosy Marchettini24 novembre 2009

Poesia dal fascino particolare Ogni verso ha un concetto Ogni verso è ricco di sentimento Poesia dolce e a tratti ribelle Piaciuta ed apprezzata tantissimo

F
Franca Canfora24 novembre 2009

Versi di forte impatto sul lettore, che si velano di durezza ma che in realtà nascondono tutta la fragilità di chi si allontana dalle proprie origini, e lascia dietro sè affetti e certezze, aprendosi a un nuovo mondo ma con mille interrogativi. Bella tutta questa poesia, originale nella stesura, si completa pienamente nella chiusa che la arricchisce ulteriormente.

Rasimaco24 novembre 2009

ognuno di noi, o di gran parte di noi, un giorno si è staccato, come una foglia d'autunno, da quello che era il ramo portante... dalle radici che ci avevano nutriti fino a quel momento ... e tutto questo, di come quella nuova meta rappresentasse per lei il sogno, la poetessa lo esprime in queste splendide rime sciolte impreziosite da immagini eccezionali che ben si sposano ad un saldo sentire...

Nadia Mazzocco25 novembre 2009

Troppo bella, mi sono commossa sai cara Giorgia. Capisco questo dolore di figlia, io madre di un figlio che come te ha lasciato la sua casa, pensa che lo chiamo " Siddharta"

Stefania Bucari19 ottobre 2010

davvero molto bella... la chiusa poi è incantevole... letta, riletta e continuerò a leggerti... un'altra bella emozione...