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Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Amore 14 maggio 2006 · lettura 2 min · 7662 letture

I tuoi baci che non scordo mai

Ferny Max Curzio 562 poesie pubblicate
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- - - Tesoro vorrei dirti fra le lacrime che di te mi sono innamorato ma non posso sarebbe una bugia So solo che il calore dei tuoi baci non potrò dimenticarlo facilmente perché vivo tuttora come un sogno le nostre intemperanze di questi anni e quella tua dolcezza ch’è un incanto e sembra svegliar l’aria a primavera Ora è un ricordo tenero e sincero come una rosa cui spine ed affanni siano stati estirpati ad uno ad uno Un ristoro che sì lieve fa il dolore insieme alla poesia ed al mio canto, ispirati da quanto di più bello al par di te conservo nel mio cuore fiero d’aver sconfitto un impostore che è il Nulla eterno vanificatore Non voglio dirti grazie ma nemmeno disdegnare l’amore che m’hai dato fosse anche solo un gioco cui credevo confusi da uno slancio appassionato di grand’effetto perché ci ha lasciato un segno caro giammai cancellato Noi due siamo stati forse interpreti non consapevoli di una melodia che trae fascinazione da una storia di gioie meravigliose e strane pene che pare confezionino un quadretto suggestivo coi nostri chiari e scuri fra le tinte più vivaci e genuine infinitamente semplice ma pure così dolce da lasciarci immaginare schiudesse un varco per il paradiso delle speranze e di tutti i desideri dei sentimenti più profondi e veri Un uragano quasi se vuoi andare fino in fondo al bisogno struggente d’amore e vita che portiamo dentro Ma io non ho avuto mai il coraggio di strappare da solo il grande velo né di sapere se con te volessi farlo Eppure sento ancora le emozioni liberate da un momento d’ebbrezza che tu magicamente hai suggellato con le tue labbra serrate sulle mie nel bacio più intenso di passione che fantasia ci potesse suggerire - - -
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Ed io, per un po‘, c’ero rimasto appunto così... appeso all’albero delle esecuzioni dei ladri di cavalli, come nella migliore cinematografia western. I piedi rigidi, un rivolo di sangue dalla bocca... in termini clinici, praticamente morto. La consolazione degli amici, nonché dei loro consigli dolci e profondi, ahimé, arrivava tardi. Quando già m’avevano spedito all’obitorio!

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Ferny Max Curzio
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Commenti (2)

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H
Hermione14 maggio 2006

poesia lunghissima... un poema direi... che ho letto con piacere... molto bella e sincera..sicuro che non fosse amore?

Cristina Khay14 maggio 2006

La paura dell’amore porta con sè - e per sempre- la voglia, il desiderio, il bisogno di dissolverla... perché si intravede cosa potrebbe esserci dietro se si è disposti a mettersi in gioco... a tutti i livelli. Il velo andrà strappato prima o poi..l’unico motivo perché esiste è proprio questo... perché si impari a strapparlo. Un abbraccio Cri (me l’hai chiesto tu) )