L' aquila ed il drago
In una notte senza luna
andavo per strani viali
che tengo rinchiusi nell'anima
con umili passi solitari
respirando nebbia e ricordi
quando dietro una curva
mi accorsi che sopra una roccia
posava un drago mostruoso
di squame vestito
nere più della notte
e penne grige sul capo
e lunghi artigli lucenti
Rimasi in silenzio ad osservare
l'essere terrificante
e lo vidi gettare uno sguardo
di noia e dolore alle stelle
seguito da un grido straziante
di fuoco e di tuono
Al mio sussulto rispose
la bestia fiera ed orgogliosa
volgendo il capo con sbuffi di rabbia
e fu allora che riuscii a notare
perle d' argento
scendergli giù per il collo
e nei suoi occhi riconobbi
il mio sguardo di giorni passati
Entrambi rimanemmo impietriti
io a contare le lacrime
e lui a scrutare il futuro
finché il buio si dissolse nell'alba
tingendo di rosa e d' azzurro
Il drago sembrava irrequieto
ora che la notte
che sempre lo aveva ascoltato
se n' era andata senza di lui
in silenzio
e fu allora che dal nobile volo
scese planando dal cielo
un'aquila bruna
"Animale tenebroso
vestito di rabbia e dolore
che potresti diventare al solo sguardo
il signore dell'intero mondo
perché ti nascondi nel buio?
Non c'è lancia che sia capace
di penetrare la dura corazza"
"Le lance di cui parli
non mi fanno paura
ma risate ed inganni e bugie
son frecce che le mie squame
non sanno fermare"
"Chi ti fece così del male?
Chi ebbe tanto coraggio?"
"Ahi quanto ti prende una donna
in cambio di un misero cuore
un costo troppo alto
se poi si torna soli"
"La donna è un mercante di luci
che possono illumunare
tristezze che porti nel buio
al prezzo di un sogno d' amore!
E' vero che fanno soffrire
ma non dare loro la colpa
che è Amore che gioca col cuore!
Tu stesso lo preghi perché scocchi
le sue frecce a chi non tocca
e lui si fa pagare"
"Ahi quanto ti prende la vita
in cambio di un nuovo domani"
"Se come me volassi di giorno
lontano dai rumori del mondo
dall'alto a guardare la vita
vedresti che ciò che ti prende
è ben misera cosa!
Ricchezza non è
in ciò che possiedi
ma in ciò che riesci a vedere!"
E dette queste parole
riprese il nobile volo
mentre il drago in un ultimo grido
si dissolse leggero nel vento
Io mi guardai allora le mani
e sotto alla rosea illusione
riconobbi le squame del drago
nere più della notte
e toltele mi ricoprii di nuove piume
ma prima di spiccare il primo volo
raccolto un artiglio da terra
in memoria del povero drago
che un giorno fu parte di me
scrissi sulla ruvida roccia
"Ahi quanto ti prende il dolore
che non sa più farti sognare!"
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Commenti (3)
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poetapercaso27 novembre 2009
Una lunga riflessione, un po' prosa un po' poesia che risulta scorrevole alla lettura. apprezzata.
Azar Rudif28 novembre 2009
Lettura piacevole e contenuto molto apprezzabile. Molto particolare da un punto di vista simbolico. Dopo una vita da drago non resta che volare da aquila
Rosy Marchettini28 novembre 2009
Drago prima ed aquila poi Trasformazione interiore Volare è anche saper innalzare la propria anima verso il mondo spirituale, crescere interiormente Bella poesia, piaciuta ed apprezzata molto


