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Riflessioni 27 novembre 2009 · lettura 3 min · 2053 letture

L' aquila ed il drago

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DarioC 85 249 poesie pubblicate
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In una notte senza luna andavo per strani viali che tengo rinchiusi nell'anima con umili passi solitari respirando nebbia e ricordi quando dietro una curva mi accorsi che sopra una roccia posava un drago mostruoso di squame vestito nere più della notte e penne grige sul capo e lunghi artigli lucenti Rimasi in silenzio ad osservare l'essere terrificante e lo vidi gettare uno sguardo di noia e dolore alle stelle seguito da un grido straziante di fuoco e di tuono Al mio sussulto rispose la bestia fiera ed orgogliosa volgendo il capo con sbuffi di rabbia e fu allora che riuscii a notare perle d' argento scendergli giù per il collo e nei suoi occhi riconobbi il mio sguardo di giorni passati Entrambi rimanemmo impietriti io a contare le lacrime e lui a scrutare il futuro finché il buio si dissolse nell'alba tingendo di rosa e d' azzurro Il drago sembrava irrequieto ora che la notte che sempre lo aveva ascoltato se n' era andata senza di lui in silenzio e fu allora che dal nobile volo scese planando dal cielo un'aquila bruna "Animale tenebroso vestito di rabbia e dolore che potresti diventare al solo sguardo il signore dell'intero mondo perché ti nascondi nel buio? Non c'è lancia che sia capace di penetrare la dura corazza" "Le lance di cui parli non mi fanno paura ma risate ed inganni e bugie son frecce che le mie squame non sanno fermare" "Chi ti fece così del male? Chi ebbe tanto coraggio?" "Ahi quanto ti prende una donna in cambio di un misero cuore un costo troppo alto se poi si torna soli" "La donna è un mercante di luci che possono illumunare tristezze che porti nel buio al prezzo di un sogno d' amore! E' vero che fanno soffrire ma non dare loro la colpa che è Amore che gioca col cuore! Tu stesso lo preghi perché scocchi le sue frecce a chi non tocca e lui si fa pagare" "Ahi quanto ti prende la vita in cambio di un nuovo domani" "Se come me volassi di giorno lontano dai rumori del mondo dall'alto a guardare la vita vedresti che ciò che ti prende è ben misera cosa! Ricchezza non è in ciò che possiedi ma in ciò che riesci a vedere!" E dette queste parole riprese il nobile volo mentre il drago in un ultimo grido si dissolse leggero nel vento Io mi guardai allora le mani e sotto alla rosea illusione riconobbi le squame del drago nere più della notte e toltele mi ricoprii di nuove piume ma prima di spiccare il primo volo raccolto un artiglio da terra in memoria del povero drago che un giorno fu parte di me scrissi sulla ruvida roccia "Ahi quanto ti prende il dolore che non sa più farti sognare!"
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DarioC 85
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Commenti (3)

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poetapercaso27 novembre 2009

Una lunga riflessione, un po' prosa un po' poesia che risulta scorrevole alla lettura. apprezzata.

Azar Rudif28 novembre 2009

Lettura piacevole e contenuto molto apprezzabile. Molto particolare da un punto di vista simbolico. Dopo una vita da drago non resta che volare da aquila

Rosy Marchettini28 novembre 2009

Drago prima ed aquila poi Trasformazione interiore Volare è anche saper innalzare la propria anima verso il mondo spirituale, crescere interiormente Bella poesia, piaciuta ed apprezzata molto