Odori, sapori, afrori
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Panta rei, diceva il fislosofo greco, tutto scorre. E anche nell'arco di una vita normale per quanto riguarda gli anni trascorsi, di tanti cambiamenti ce ne accorgiamo, eccome! Per quanto riguarda il fritto di pesce, forse se ne possono ancora trovare, in certe trattorie, cuochi che sanno come fare il fritto. Però caro Terracciano, se anche fosse fatto bene come quello di una volta, il fatto è che ora lo mangiamo a una certa età, mentre allora... c'era molto meno roba e molta più fame, e poi dominava un elemento che era addiritura l'essenziale: la giovinezza! Il prosciutto d'ora inveve, lo riconosco, non è più quello d'una volta, non fatto dall'industria, ma dal contadino in casa sua, che il salumaio tagliava con un coltellaccio...
il guaio è che, quell'afrore di ragazza nel bus, lo sentiremo ancora, vecchi, solo noi: senza nessun pensiero verticale.