Rovine di Roma
Rovine grandiose di un passato ostentato, forse ingombrante,
Tra le pietre giganti mormorano ancora monete, catene, metalliche armi.
Tra gli archi e i pilastri il vento sibila i nomi dei morti.
Ora li sento, ora sento la folla gridare, aizzare,
volere il sangue cadere sul legno, sulla sabbia.
Orgia di voci, di dolori, di gioie, di insensati calori,
Caos di rombanti motori inquinano oggi quei fasti scomparsi.
Ma se sensazioni che provo posso portare con me,
nulla muore in eterno.
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