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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Salvatore Azzaro da Giarratana
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Sociale 4 dicembre 2009 · lettura 1 min · 6716 letture

Io emigrante... e tu?

Salvatore Azzaro da Giarratana 344 poesie pubblicate
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Oggi sono nonno ed ho soltanto un triste ricordo, quella valigia di cartone mai abbandonata e quel biglietto, in seconda classe... solo andata. Oggi nipote mio ti vedo chino sui quei libri da stamani; mi dici che domani hai gli esami. In mente mi ritorna la valigia, i miei trascorsi anni... una miniera grigia.
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...e in te, la storia si ripete.

L'autore
Salvatore Azzaro da Giarratana

MUSICA E IMMAGINI TRA STORIA E LEGALITA’ Salvatore Azzaro è un poeta-cantautore pop-folk siciliano che ama la cultura della sua terra e i buoni esempi, soprattutto quando sono rappresentati da coloro che combattono o che hanno combattuto contro la mafia. Il suo ultimo lavoro, autoprodotto, “Ciùscia- Il satiro danzant

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Commenti (6)

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Rosy Marchettini4 dicembre 2009

Noi emigranti di ieri con la forma di formaggio avvolta in uno strofinaccio di cucina, una forma di pane e la valigia di cartone siam partiti con un biglietto di sola andata per Paesi lontani, di cui ne conoiscevamo appena il nome... la storia si ripete oggi sono altri popoli che abbandonano la loro terra per venire in Italia... sperando, pensando che possa essere l'America che ieri era per noi un miraggio Bella poesia Piaciuta ed apprezzata molto

Paolo Ursaia4 dicembre 2009

Elegante... passato e presente in due stanze, che colorano la poesia di malinconia, di memoria, di critica sociale ed umana. Molto piaciuta

Antonella Scamarda4 dicembre 2009

...E tu nipote mio, nonostante gli studi, forse avrai il mio stesso destino... e in te la storia si ripete! Amara riflessione, ma reale... pungente. Immensamente apprezzata!

Nadia Mazzocco4 dicembre 2009

I miei applausi all'autore. Vá dritta al cuore, profondo il significato di questa poesia più che notevole, apprezzatissima!

Rasimaco4 dicembre 2009

conosco quella valigia di cartone... solo che la mia era più progredita ma non era di pelle, di pelle c'era solo la mia... quella delle mie dita che ogni volta stringevano nervosamente quel manico della valigia fino a farne uscire sangue dalle dita ed un nodo in gola... poesia bellissima che merita d'esser musicata!

Enrico Baiocchi20 novembre 2012

Versi che affondano nel cuore, ricordi ed esperienze che hanno segnato per sempre chi le ha vissute ma che nonostante un futuro incerto ed a volte nero tutti speriamo di non dover più ritrovare, ai nostri figli ed ai nostri nipoti avremmo dovuto saper garantire un futuro migliore del nostro passato, e troppo spesso mi domando se ci siamo riusciti.