Dall'atrio del pensiero
Mi manchi e lo comprendo
la coscienza di essere fragile e forte
mi "dilania".
Mi manchi e non so
contare i giorni per "provvedere" ai minuti che scorrono.
Lentamente, loro, quasi a volermi indispettire.
Quasi a desiderare la liquefazione del tempo stesso che separa... come un fallace sciacallo.
Strappa le mie ore ma non le strappa al tempo.
Svirgola fra i pensieri accarezzando lacrime non versate che stentano,
non è dolore.
Mi stringi, ora, fra le tue braccia e ti sento,
sei in me come trasportato dalla corrente in altro luogo ed in altre circostanze.
Tutto e inafferrabile... niente.
Una mano sorda coglie la distrazione di crederti qui, sempre,
l'ipocondria del vivere non riconosce dolori.
L'affetto?... immenso
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L'autore
MariaGiovannAìnoRusc ito
Architetto-non-Architetto, Web Graphic Visual Designer. Appassionata, da sempre, alle arti. Dipingo? Per diletto. Espongo i miei dipinti? L'ho fatto poche volte. Pratico sport? Certamente. Il mio nome? Maria Giovanna Ruscito. L'età? 47 anni. Scrivo poesie? Per ardente passione. Giana
Commenti (1)
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V
Vincenzo Capitanucci26 luglio 2011
Molto bella Giana... un dilaniarsi fra forza e fragilità...fra una mancanza ed uno stringerti... con immenso affetto fra le braccia... in un tempo quasi immobile nel suo lento scorrere...