Chi sono io?
Membra e spirito si contemplano,
resto statua in un mondo mutevole,
ogni istante è impervio,
e quello precedente già dimenticato.
La natura mi fissa
e le stelle sono sempre più vicine.
Che spettacolo! Quale onore,
quando mi accarezzi con un vento leggero e sensuale,
insieme a quel fruscio che sospira parole d'amore,
eppure non capisco questo seducente meccanismo,
chi sono io per meritarmi questa ricchezza?
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Commenti (1)
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Ugo Mastrogiovanni7 dicembre 2009
Versi composti in un frammento di quella vita quotidiana che ci fa riflettere sul creato e staccare i piedi da terra. Una poesia dolce e amara che rispecchia il trasporto innato per l'esistenza e il disprezzo della sua inanità, dovuta al modo di viverla.