Ti fermi per sempre correndo
Grazia Longo
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Folli schegge di latta tagliano il buio del viale.
La morte è in agguato nei neri selciati.
Aspetta silenziosa tra i fossi nascosta,
sui margini incerti e su quelli segnati,
sonnecchia all'ombra del tragico muro fatale.
Aspetta te, che di domani sei la risposta
e ti spegne nel silenzio di giorni negati.
E tu muori anzitempo,
cantando e ridendo,
canzone che non canterai,
canzone di ieri nel vento.
Ti fermi per sempre correndo
sul ciglio di strada che non finirai,
tragico faro ora spento.
Dei freni il sinistro stridore
è l'ultimo urlo vivente
poi giunge il fragore
dello schianto finale
e poi ... più niente ...
Solo silenzio mortale
Come folgore e tuono ...
E poi solo stupore ...
E fumo che sale al livido cielo, ultima muta preghiera
come inutile incenso, senza voce, senza senso ...
Oh, tenera vita spezzata, tagliata da contorta lamiera
giovane vita invincibile, eppur stritolata ...
E restano a terra, resti di lacera bandiera
brandelli di sogni, dei tuoi sogni, dei miei ...
di tutti quei sogni ancora da inventare.
E ancora io ti chiamo e ti aspetto
sull'uscio di casa per vederti tornare.
E ancora invano ti cerco nel letto
mentre tacite stelle stanno a guardare ...
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Doraforino6 dicembre 2009
E poi solo stupore... Una tenera vita uccisa, stritolata dai pirati della strada... mentre una mamma angosciata ancora inventa sogni... sperando di vederla tornare e aspettare sull'uscio... Mentre tacite stelle stanno a guardare...
poetapercaso7 dicembre 2009
Una canzone triste che sta diventando un macabro ritornello sulle strade. Il canto di un giorno felice di vita diventa silenzio mortale. Versi degni di una canzone di Mogol. Molto bella


