Noi vagabondi nel tempo
Come remore avvinte ai pesci,
nei loro esodi
verso spiagge ignote,
solcheremo il mare del dolore,
versando lacrime dai nostri occhi
spenti...
nel nostro rincorrerci... ritrovarci...
perderci ancora per amore.
Come meduse evanescenti
alla deriva dei lidi...
relitti morenti nell'agonia
dei loro cristalli,
innalzeremo al chiaro di luna
il nostro pianto,
tra reti lacerate dalla tempesta
e pescatori senza volto...
in un tempo di attimi in cristalli...
dove io ti chiamerò...tu mi chiamerai...
inutilmente!
©
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