Un'ora
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Eccola l'ora, coglila come un pomo dall'infinito raccolto proposto dagli esuberanti rami dell'esistenza, albero immenso e fertile che mai riusciremo ad abbracciare per intero. Ci ruoteremo attorno sorpresi dalla quantità dei frutti, delle ore colorate e non, illuminate e buie, propositive e mute, tacite e mendaci, serene e intriganti, oranti e blasfeme, figlie pur tuttavia dell'albero che le genera e le conta. Ora ne cerchi una, una sola, perché possa dare ancora l'alito all'indugio che ha spento sul nascere un'aurora, una sola per poter sentire nella pelle e nella gola una fiamma di tenero rimpianto per capire cosa sia stata l'ora che pareva del tutto simile alle altre, ma che, trascorsa, non ha bussato più alla prima dolcissima dimora.
"Grata superveniet quae non sperabitur hora"Sarà gradita quell'ora che sopraggiungerà inaspettata".Orazio. Ti arriverà dunque Lia, ti arriverà. Come erano importanti le ore già più di duemila anni fa, e siamo ancora qui a parlarne, già perché così è la vita, così.Mi è piaciuta molto la tua breve che, come vedi, ha precedenti illustri e di una certa intelligenza.
Quieta ma malinconica riflessione, molto intensa. Struttura misurata.
Nel mio piccolo credo che spetti ad ognuno di noi stabilire l'ora e il tempo che più ci aggrada da dedicare a noi stessi e farne l'uso che riteniamo sia il più opportuno. Nostalgica ed intensa BELLA
Mi affascina lo stile ineccepibile che riesce a coniugare mirabilmente raffinatezza, ricchezza espressiva ed essenzialità ed il contenuto che, ad una seconda lettura, si spoglia dell'intrinseco valore soggettivo per assurgere, empaticamente, a messaggio universale. Bellissima poesia.


