Parlarti come se mi ascoltassi
Pietro Roversi
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Scrivo, ma sono rari gli aggettivi
che si prestano all'uso, e dei pronomi
mi resta solo il tu
e l'io (più gli altri casi) : una sintassi
che è quasi priva delle parti più comuni.
Parlarti
come se mi ascoltassi è dubbio se
m'abbia reso più povero o più chiuso.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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Clodiaf090410 dicembre 2009
Il poeta non riconosce alla parola, sia scritta sia orale, la speranza di una reale comunicazione, specie se si tratta di aggettivi; resta quindi il verbo e il nome. Tuttavia, l'impegnarsi a sceglierne di adeguati e il credere che l'altro ci ascolti e non si limiti a sentire, rende - secondo l'autore- poveri interiormente o chiusi nel proprio mondo. Profonda riflessione, che lascia molti spunti al lettore.

