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Sociale 10 dicembre 2009 · lettura 1 min · 1302 letture

Il barbone

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Catello Apuzzo 25 poesie pubblicate
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L'alba di un nuovo giorno fece uguale a tutti gli altri invece. Letto di cartone tra mura di un palazzone in un vicolo laterale scarto di strada principale. Calpestii di scarpe firmate con superbia mostrate passi di civiltà che avanza calpestii ad oltranza comuni a tanta gente che non vuol saperne niente avvolti nel caldo egoistico IO dimentichi perfino di Dio. Il prodotto del globale non ci rende tutti eguale l'esclusività dell'io prevale e il clochard ricco di Se si sacrifica per me. Lo nasconde ora alla gelida Signora la coperta di cartone non adatta alla stagione L'umana dignità non bisogna calpestar e in questa società... strade senza vicoli per non renderci ridicoli
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Catello Apuzzo
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Commenti (4)

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Giovanna De Santis10 dicembre 2009

stupenda e scorrevole nei versi e nella forma. Tema struggente che diretto arriva all'anima, poesia condivisa apprezzatissima

Lina Sirianni10 dicembre 2009

Le scarpe firmate di chi inconsapevole cammina vicino alla vera drammaticità umana... troppo incentrati nel proprio IO da rendersi ridicoli... Tema molto sentito e apprezzato

Raggioluminoso18 gennaio 2010

Versi a dimostrazione di una sensibilità particolare, di occhi che non sono distratti a un cartone gonfio sotto cui è celata una digniotà più grande del normale. Un applauso a questa poesia.

Daniela Ferraro28 giugno 2010

Discriminazioni sociali che offendono e umiliano la dignità umana... chi dorme in un comodo letto tra calde pareti, chi per strada sotto una coperta di cartone... Siamo o no tutti uguali o esistono uomini e Uomini ai quali ultimi devono andare, solo, tutti i privilegi? La lirica impone profonde meditazioni sull'argomento.