Cuore, mezzo per l'oblio
Che io sia maledetto,
maledetto il cuore,
cosa piccola all'apparenza,
ma dal peso impossibile
e troppe volte insostenibile.
Perché?
Perché sempre dell'impossibile,
dell'irraggiungibile
tu batti e ribatti,
come una serie di esplosioni
che dilaniano il mio corpo oramai esanime?
Se la vita già di per sé ti schiaccia,
il tuo esistere brucia ogni residuo
lasciando di me solo polvere,
che il vento contribuisce a disperdere.
Se indispensabile tu sei per vivere
lo sei anche per morire,
questo grazie a te desidero,
la morte e l'oblio,
dove senso più non ha
l'esserti legato...
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L'autore
Jimbe84
Sono un ragazzo di nome Federico, e provengo dalla città di Padova. Sono nato nel 1984, anche se in relatà di mentalità assomiglio più a un dodicenne. Sono diplomato in Tecniche del Turismo, laureato in Economia Aziendale e ora sto frequentando la facoltà di economia all'università Cà Foscari di Venezia per specializza
Commenti (1)
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Enio Orsuni12 dicembre 2009
poesia molto ben strutturata ma molto amara. la vita bisogna cmq viverla, col tempo le ferite si rimarginano.

