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Amore 13 dicembre 2009 · lettura 1 min · 8382 letture

Mamma, ho paura del buio

Sergio Melchiorre 1001 poesie pubblicate
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Mamma sono qui davanti al telefono e lentamente sollevo la cornetta e compongo il tuo numero. È forte il mio bisogno di parlarti, di sentire la tua voce e dare sollievo alla mia angoscia. Sento dall’altro capo del filo lo squillo e attendo. Ma tu non rispondi... Solo allora mi accorgo della tua fotografia che dal porta ritratto posato sul mio comodino, mi osserva in silenzio. Sei in piedi davanti ad un muro scrostato dal tempo. Poi improvviso e doloroso il ricordo: sei partita diciassette anni fa in un freddo giorno di neve per un viaggio senza ritorno. Madre, vorrei chiederti ancora come quando ero bambino: "Torna presto stasera perché ho paura del buio".
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Dopo 20 anni, sento ancora la sua voce...25 dicembre 2012
L'autore
Sergio Melchiorre

Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi, paroliere e giornalista), è laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna.Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.Alcuni suoi articoli sulla Resi

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Commenti (13)

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Simone Bello13 dicembre 2009

Con questa poesia penso, hai sfondato il muro della tristezza e sei arrivato a toccare il cielo con un dito. Non so che dire, sono commosso.

Silvia De Angelis13 dicembre 2009

Meravigliosi toccanti versi che arrivano nel profondo del cuore. Tantissimo piaciuta

Antonella Scamarda13 dicembre 2009

Struggente, penetra nel cuore e lo lascia annegare fra le lacrime... Di più non si può dire di fronte a tanto dolore. Stupenda poesia in ricordo della madre morta.

Nemesis Marina Perozzi13 dicembre 2009

Eppure ci accorgiamo soltanto dopo, del bagliore che si è spento con lei... Eravamo convinti di brillare di luce nostra, invece era solo il riflesso della sua. Ora non rimane altro che attendere, nel buio, rannicchiati come quando crescevamo nel suo ventre, di essere nuovamente inondati del suo splendore.

Michele Prenna13 dicembre 2009

Non si può pensare alla madre senza provare dentro tutta la tenerezza del fanciullo che desidererebbe stare solo e per sempre con lei a gioire del più puro amore. Se ci viene tolta dal mondo pure la teniamo nel più profondo del cuore per parlarle nelle ore buie e la troviamo immancabilmente lì a confortarci con un sorriso che certo riavremo alla fine con lei in Cielo. E non avremo paura...

Daniela Messana13 dicembre 2009

Sono presenze costanti nel nostro profondo, rimangono e vengono interpellate nel momento del bisogno interiore più impellente... le madri! Questa è l'eredità più preziosa che abbiamo ricevuto dalla loro scomparsa. Bellissima, commovente.

Triste13 dicembre 2009

"Poi improvviso e doloroso il ricordo" un ricordo che s'affaccia tra il sonno e la veglia e graffia e tormenta come se a dividervi non fossero passati diciassette anni ma pochi giorni... Certi dolori non si cancellano... forse si attenuano ma alcune volte emergono con tutta la loro forza."Torna presto stasera perché ho paura del buio" In fondo l'uomo rimane un bambino che cerca ancora la calda e tenera carezza della madre, l'unica capace di acquietare il cuore... Bellissima poesia.

Nei momenti più importanti della nostra vita, lei è sempre lì con noi, anche se a volte nella disperazione ci sentiamo abbandonati. Eppure basta rivolgere un pensiero e lei ritorna con lo stesso amore di sempre, amore senza confini, è li per dire "sono qui non devi più avere paura del buio". Bellissima poesia.

P
Piras Irene14 dicembre 2009

E' questa la richiesta di una madre, ma soprattutto il bisogno di riscoprirsi figlio. Amara, tardiva... dovremmo imparare ad amarci in vita! Ottima... come sempre!

Silvia Contessa24 dicembre 2009

l'unica cosa che riesco a dirti è che mi hai toccato il cuore ... e commosso. stupenda e profonda poesia

Anna Maria Scamarda15 gennaio 2011

Versi che colpiscono dal primo all'ultimo verso. Scorrono sommessamente, attraversando il dolore... fino in fondo... Fino alla radice del cuore... Spiazzante, la chiusa... dove è difficile tratenere le lacrime... fino a quel momento, annodate in gola...

antonello carnà25 dicembre 2012

E' un nodo serrato in gola dall'amor primigenio e non v'è pettine di vita che può arrivar a lui, le madri son gomena d'ogni nostra anima, grazie per l'emozione

Lidia Filippi25 dicembre 2012

Dolcissima e struggente poesia! Nei giorni di festa si sente ancor di più la mancanza delle persone care. La mamma, colei che sempre si chiama nei momenti difficili, colei che sa dissipare il buoi con un sorriso e una carezza.