Riflessioni
14 dicembre 2009
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Madre pioggia

Sogno che d'inverno
diventa come rossa bocca di neve
e sorriso di bimbi
in questo silenzio
dà un calcio alla stigmate che marchia il dolore.
Fa il suo cammino la mano che trema
alla ricerca del volto della pioggia
e quando poserà la propria bocca al bacio ricercato
di un autunno decapitato
scoprirà il viso di pioggia come volto di madre
L'orfana bimba che cercò il perdono degli avi sconosciuti
pregando al santuario delle vergogne,
lì si dirigono coloro che dicono di esser vittime sacrificate
coloro che sono madri ormai senza più amore.
Sogno il mondo che mia madre sussurra ogni notte
quel mondo dove la pace non è nascosta nell'angolo di una gabbia
come se fosse un raro esemplare in cattività.
Fa silenzio questo zoo di umani
mentre la luna sorriderà
per questo funerale che ha pietà
forse solo dei passi soffici
che i bimbi suonano a piedi nudi
sulle nuvole del fuoco
che brucia ogni città.
Suonano le campane nel lontano limbo
che da segrete viscere portano il respiro del cielo
come ricordo che lega le ciglia ai piedi
di chi fu lapidato come cieco
piegato dall'adulterio che ha il credo della massa
Fede spaccata e stuprata
va come mendicante donna
da stracci rifiutata
Nemmeno un bacio l'uomo
l'ha toccata,
ma le sue dita unte e le sue unghie gialle
l'hanno posseduta
come fosse corpo senza vita.
Madre di bestemmie
diventa l'anima
che neonata
perde il leggero tocco
che ha l'amore
quando ormai è stato impiccato come martire
che prende il cappio
come ultimo dono di quell'adulterio
che stringe come ferro
al collo vergine di chi piange
le proprie figlie torturate come spregiudicate speranze.
Quando, madre di pioggia
cadrai come neve che posa
il velo e la spada
nella stessa memore tomba,
quando donerai la pace recondita
che cammina come ormai bambola
senza perdono né anima?
Vendetta cresce nel bimbo
che ha impastato in bocca
il sapore della guerra.
Madre pioggia,
quando scivolerai sugli stracci
che dividono la pelle dal mondo
cadrà di nuovo la pace
come neve che decora
la sposa nuziale al santuario,
il santuario dei ricordi,
fra papaveri e tulipani rossi.
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