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Impressioni 14 dicembre 2009 · lettura 1 min · 4450 letture

Nell'abbraccio del tramonto

Maurizio Spaccasassi 596 poesie pubblicate
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[-Ascolta-] ci sono parole su questo tavolo abbandonate in un muto stare. [-Colori sconosciuti-] era presto ieri per oggi e oggi è tardi per capire -anima errante) ci siamo persi tra i meandri di una carne che si mangia il cervello. [-Non senti-] gridare alla gioia di chi vivo è rimasto nel mezzo della vita. [-Hai contato i soldi-] per comprare un sole -sputato tra gli specchi) ma quanti raggi nel vento hai lasciato andare. [-Ha piovuto il cielo-] sopra gli sbagli ottusi -bevi quelle parole) che il tempo ha salato di amare storie. Tra il tuo cieco andare c'è ancora un volo di ritorno tra mille scelte -uno stormo disadorno) per inseguire l'ultimo raggio di sole nell'abbraccio del tramonto.
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L'autore
Maurizio Spaccasassi

Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella

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Commenti (7)

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Antonella Bonaffini15 dicembre 2009

una poesia sofferta, che scorre ragionata, lasciando aperti tanti spunti di riflessione... piaciuta!

Silvana Poccioni15 dicembre 2009

Versi che si rincorrono tra pause e slanci improvvisi, come in un flusso alogico della coscienza, e che invitano il lettore a ritornare su di essi più volte, per tentare di scavarli nel profondo e farli propri. Molto originale sia nella forma sia nei contenuti.

Giorgia Spurio15 dicembre 2009

il tavolo e su di esso le parole come carte coperte, mute... eppure devi ascoltare il loro silenzio. ci perdiamo noi anime "tra i meandri di una carne""che si mangia il cervello"(è un'immagine inquietante, suggestiva e affascinante, siamo menti egoiste che si cibano come cannibali del cervello altrui) e questi sono i colori sconosciuti per chi è cieco. c'è un grido di gioia da qualche parte per chi è vivo e ancora si trova nella vita, ma la sordità vieta l'udito. e poi l'apice dell'egoismo e dell'avidità, i soldi son capaci di comprare il sole? e qui introdotta c'è una metafora che fa capire che, per quanto si possa comprare il sole, avrai comunque perso "tutti i raggi"della felicità. ma non tutto è perso, l'ultimo raggio c'è ancora. bella

Rita Minniti15 dicembre 2009

E' incisivo l'inizio di questa poesia, che già dalla prima strofa ci nutre di bellezza e profondità.In questo chiedere di ascoltare, dove le parole oramai mute, non sanno esprimersi, e vanno a confondersi col silenzio stesso dell'anima. Per poi addentrarsi in colori sconosciuti, mesti ricordi di un "ieri" che non pensavano all'oggi, mentre l'oggi, sembra ancora più lontano per comprendere un'anima, che nel percorso degli anni si è persa nella profondità di un corpo che non osa più pensare. Un'anima che grida aiuto e che si chiede di ascoltare la voce del cuore di chi ancora sogna l'amore, deluso per chi ha guardato solo all'esteriorità e non alla pura sensibilità. E sarà, il tornare indietro, la salvezza del cuore per abbracciare la vita!

Clodiaf090415 dicembre 2009

Poesia profonda e dalla struttura molto originale, questa in cui l'autore si rivolge ad un interlocutore o forse a se stesso nel tracciare un bilancio della vita trascorsa e una previsione - forse un sogno - di quella futura. Immagini vivide, cuore sensibile.

G
Gabriella Cantoni16 dicembre 2009

Versi sentiti e fatti sentire. Versi estremamente interessanti e oserei dire irripetibili dal punto di vista dell'originalità e dell'incisività poetica. Ammirata

F
Franca Canfora17 dicembre 2009

Originale e ben strutturata, dal ritmo quasi incalzante ma ben dosato. Belle le immagini che si rincorrono e ben sottolineano il pensiero dell'autore. PIaciuta ed apprezzata per l'espressività e l'originalità.